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Friedrich von Hayek è stato il maggior esponente della cultura liberale del ‘900. Nel 1988 pubblica “Liberalism”, edito in Italia nella prima edizione da Armando editore, oggi si può trovare nella serie “Biblioteca Austriaca” della Rubbettino editore (con l’ottima prefazione di di Lorenzo Infantino, consigliato!). E’ un libro agilissimo, 70 pagine in cui Hayek condensa il concetto di liberalismo analizzando da prima l’evoluzione storica, passando poi alla pura teoria liberale del diritto, delle libertà, della giustizia ed appunto, i rapporti tra liberalismo e democrazia.

Partiamo dalla conclusione a cui giunge il Nostro: se il potere della democrazia è illimitato, questo porterà alla fine della democrazia stessa.

La prima distinzione che l’economista austriaco fa è la posizione del focus. I democratici lo pongono su chi esercita il governo, i liberali invece, sulle funzioni del governo ed in particolare sulla limitazione dei poteri.
Per i primi è importante che il potere lo eserciti la maggioranza, per i secondi chiunque eserciti il potere deve esser limitato (anche nel caso di potere democratico).
Egli sottolinea altresì che l’applicazione coerente dei principi liberali conduce certamente alla democrazia, ma che la democrazia rimarrà di stampo liberale solo se si asterrà di dall’usare il proprio potere per concedere ai propri sostenitori un vantaggio. Quindi in questo caso viene espresso un chiaro collegamento con il principio di uguaglianza formale, prettamente di stampo liberale.

La limitazione dei poteri, è il concetto al quale poi Hayek si rifà per giungere alla conclusione: una democrazia che abbandona i principi liberali, non può salvare sé stessa perché, non concentrandosi sulla creazione di poche norme generali ma su miriadi di norme particolari a vantaggio dei propri sostenitori, questa si troverà una mole tale di compiti da diventare insostenibile, finendo col lasciare i poteri effettivi all’ingombrante apparato burocratico creato di conseguenza, andando dunque verso l’autodistruzione.

Questo per me è uno dei condensati più significativi del liberalismo. Anzi ne è proprio l’essenza.

Oltretutto, a distanza di decenni, il meccanismo dell’autodistruzione della democrazia è sotto gli occhi di tutti.
Chi è dotato di comune buon senso, converrà con me che oggi come non mai, in Italia, è necessaria una svolta liberale.

DR

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Categories: Filosofia

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