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Il liberalismo in Italia, ormai da decenni, ha chiuso bottega. Tranne qualche liberale che ha deciso di collaborare con i socialisti, la realtà è abbastanza preoccupante. Non esiste più nulla in grado di dare una grande spinta alla cultura e alle idee liberali.

Non esistono più i Partiti di Massa, ma esiste la “Politica di Massa”. Oggi si tende ad “accontentare tutti”. Parlare di politica liberale non è per tutti perché l’assistenzialismo fa gola a tante persone, soprattutto se non si conoscono le controindicazioni.

Il problema, però, è che se non abbiamo il coraggio di prendere delle posizioni chiare su temi controversi, ma positivi per i cittadini, non possiamo pretendere che il liberalismo vinca contro la politica di massa.

La politica di massa è figlia delle sfide politiche tra i socialisti democratici e i Democristiani nella competizione per l’offerta di livelli sempre più alti di benessere, diffondendo la convinzione che il governo fosse in grado di fare qualsiasi cosa e con l’opportunità di estendere massicciamente l’intervento statale.

Oggi il pensiero liberale, vuoi o non vuoi, si è inserito in quasi tutte le fazioni politiche. Il problema è che anziché cambiare le idee socialiste, sono le idee socialiste che hanno cambiato le idee liberali.

Di conseguenza, le nostre idee sono finite in un contenitore assistenzialista e statalista che hanno finito con rendere alcuni programmi politici troppi contraddittori, in quanto chiedono il taglio delle tasse ma promettono tanta spesa sociale.

Tanti si definiscono persino dei liberali, ma alla prova dei fatti risultano dei perfetti statalisti socialisti.

Altri intendono con liberale come una “persona aperta”. Permettetemi di dire che, coloro che hanno questa accezione di liberalismo, sono fortemente disinformati.
Ma non tutti hanno colpe perché chi è più debole, è più probabile che possa cadere nella trappola della politica di consenso, dove un giorno sei liberale, l’altro socialista e viceversa.

Ecco perché dobbiamo iniziare tutti a impegnarci per il liberalismo. Perché alla gente dobbiamo portare la verità, le idee e la cultura del liberalismo.
Altrimenti vivremo per sempre nell’anonimato rovinato da qualche singolo liberale che si diverte a giocare con i socialisti, a discapito dei cittadini.

 

Di Dadone Raffaele 

Diffondi il Liberalismo!
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Categories: Politica

Raffaele Dadone

Raffaele Dadone

Nato a Cagliari, ho 26 anni e sono laureato in Scienze Politiche e Sociali e sono iscritto al Corso di Laurea Magistrale Scienze del Governo presso l'Università degli Studi di Torino. Mi considero un Liberale di "Vecchio Stampo". Il mio impegno è per rendere maggiormente protagonisti i cittadini, sia come individui singoli sia all'interno di gruppi, valorizzando il Terzo Settore. Sono per uno Stato Minimo che si occupi esclusivamente di Giustizia, Sicurezza e Tutela dei Poveri.

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