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Da qualsiasi punto di vista si decida di vederla cambia poco. L’Italia non ha nulla a che fare con il liberalismo.

In questo articolo, proverò a spiegare il perché. Il nostro sistema economico è nato con il fascismo ed è chiamato Corporativismo. Il corporativismo è la mediazione di interessi tra due pilastri fondamentali: i grandi imprenditori; i grandi sindacati.

Se il sistema era prima – con il fascismo – regolato da leggi, dopo ha iniziato ad essere regolato dalle consuetudini. Quali regole?
❌ stabilire i salari
❌ stabilire i prezzi
❌ zero interesse per l’innovazione

Inizialmente, nel dopoguerra, con la creazione di una marea di piccole e medie imprese industriali che diede sviluppo ad una grande crescita dell’economia, aiutata anche dagli aiuti americani e anche alla linea politica adottata da Einaudi, l’Italia conobbe uno spontaneo flusso imprenditoriale invidiabile in Europa.

Quale linea fu adottata da Einaudi?
✅ bloccare l’inflazione
✅ rafforzare la lira
✅ creare le condizioni per permettere all’Italia di fare il suo ingresso alle prime istituzioni europee

Ci fu il boom economico che tutti conosciamo. Poi iniziarono ad esserci i primi problemi. Si iniziò – per vari timori o clientelismo – imprenditori, Democrazia Cristiana e sindacati si ritrovarono uniti per adottare una politica di spesa indiscriminata. Esattamente?
❌ sistema di tutele sociali
❌ sostegno alla domanda di consumo
❌ le grandi imprese vennero aiutate con la Cassa Integrazione e sussidi
❌ sistemi pensionistici che penalizzavano i futuri lavoratori

Risultato? Indebitamento dello Stato. Chi porta il peso di questo debito? I Cittadini, no lo Stato.
Chi ci guadagnava?
❌ il politico di Governo perché otteneva in cambio dei voti
❌ le grandi aziende che si campavano di sussidi anziché di profitti
❌ i sindacati perché rafforzavano i lavoratori occupati con redditi e Assistenzialismo.

Quindi nel frattempo che l’economia calava in Italia, le aziende e i sindacati rafforzavano la propria ricchezza. Dimenticandosi che se la società consuma più di quanto produce, il declino e la mediocrità sono dietro l’angolo.

Alla fine del tracciato, scopriamo che per contrastare il capitalismo di Stato e l’assistenzialismo di Stato non basta più il Nanismo delle Imprese che non sono in grado di sopportare il peso di una spesa pubblica davvero troppo alta.

In conclusione, è necessario investire per informare di più i cittadini che lavorano (o che investono), dei rischi che comporta mantenere un sistema così distruttivo per il nostro Paese. Far capire gli effetti positivi

Diffondi il Liberalismo!
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Categories: EconomiaStoria

Raffaele Dadone

Raffaele Dadone

Nato a Cagliari, ho 26 anni e sono laureato in Scienze Politiche e Sociali e sono iscritto al Corso di Laurea Magistrale Scienze del Governo presso l'Università degli Studi di Torino. Mi considero un Liberale di "Vecchio Stampo". Il mio impegno è per rendere maggiormente protagonisti i cittadini, sia come individui singoli sia all'interno di gruppi, valorizzando il Terzo Settore. Sono per uno Stato Minimo che si occupi esclusivamente di Giustizia, Sicurezza e Tutela dei Poveri.

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