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Una coalizione di centrodestra di rinnovato slancio davanti al Movimento 5 Stelle. Spaccatura apparentemente insanabile a sinistra

Anche se lo spoglio non è ancora terminato e i dati non sono definitivi, è ormai assodata la vittoria di Nello Musumeci nelle elezioni regionali della Sicilia. Per Musumeci si tratta di una vittoria personale, mancata 5 anni fa a causa del mancato appoggio di Micciché.

La consultazione elettorale è stata un’interessante prova per le elezioni politiche che vivremo il prossimo anno. Lo scenario infatti non sembra molto differente a quello su base nazionale. I tre protagonisti sono una coalizione di centrodestra, il Movimento 5 Stelle e la sinistra.

Il centrodestra unito raggiunge la vittoria, tra l’altro con percentuali intorno al tanto agognato 40%. A trascinare la coalizione nell’isola è stata Forza Italia, che si conferma ancora una volta il partito di centrodestra radicato su più territori, anche se in maniera meno profonda della Lega. Il partito di Salvini, fuso con Fratelli d’Italia nella lista “Alleanza per la Sicilia” dovrebbe accedere al Parlamento Siciliano.

I pentastellati restano invece a bocca asciutta: nonostante il Movimento abbia raddoppiato i suoi consensi dalle scorse regionali, il partito di Grillo non riesce a conquistare la sua prima regione. Dato da tenere in considerazione, la Sicilia è una delle roccaforti del Movimento: il dato su base nazionale sarà molto più basso del 30-35% raccolto in questa consultazione.

Infine, la sinistra. Il candidato del centrosinistra, Fabrizio Micari, si ferma sotto al 20% con il PD che non arriva al 15%. Risultato fallimentare anche per l’estrema sinistra che, dopo una campagna improntata totalmente sull’antimafia, raccoglie solo meno del 10%. Una débacle totale per il centrosinistra, amministrazione uscente della regione.

Risultato positivo per qualche forza liberale? Assolutamente no. Nessuna lista si rifà esplicitamente a temi liberali, Musumeci ha iniziato a teorizzare un abbassamento delle tasse regionali – la Sicilia è a statuto speciale – ma questo potrebbe convertirsi in un’ulteriore spesa pubblica qualora i servizi erogati dalla Regione avessero bisogno di maggiori fondi statali.

Resta certamente il dato politico: la sinistra è troppo divisa per essere considerata come possibile forza principale di governo; starà al centrodestra raggiungere il 40% a livello nazionale per poter governare senza il centrosinistra, estromettendo di fatto il Movimento 5 Stelle dal governo dello Stato. A meno di clamorosi ribaltamenti di fronte.

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