fbpx
Dalla caduta del muro di Berlino in poi, l’Europa e l’Italia, hanno posto il loro focus di politica internazionale verso nord e verso est. In questo senso l’Italia, eccezion fatta per alcune politiche attuate tra il 2001 e il 2010, ha sempre più abbandonato quello che avrebbe dovuto essere il suo fulcro in politica estera: diventare il punto di riferimento per la cooperazione nell’area mediterranea.
Gli errori commessi dalla Francia e dagli Stati Uniti con l’attacco al dittatore Gheddafi, non sarebbero stati commessi se l’Italia avesse avuto un vero ruolo cardine nel mare nostrum. Da allora si è innescata una spirale negativa che ha coinvolto a vario titolo tutti i paesi nord-africani, lasciando terreno fertile a comunità di stampo terroristico ed aprendo di fatto la strada all’immigrazione incontrollata.
A più di venti anni dal processo di Barcellona il Mediterraneo è lontano dall’essere un’area di pace, stabilità e prosperità condivisa.
Non è però troppo tardi. Se da una parte c’è la Libia con la quale a causa della frammentazione di chi detiene il potere è un interlocutore molto ostico, dall’altro lato ci sono ancora paesi come Egitto, Tunisia, Marocco, Algeria, Giordania, Libano, Turchia, con i quali sarebbe proficuo instaurare un dialogo.
Un dialogo tutto italiano, senza coinvolgimenti dell’UE in cui politica estera è davvero mal interpretata. Non un dialogo asettico e di mera apparenza, una cooperazione vera fatta di proposte commerciali, di difesa, di sicurezza, di incremento delle infrastrutture, per rendere l’Italia il centro del mediterraneo.
E’ assurdo che l’hub Europeo principale dell’arrivo delle merci dall’oriente sia Rotterdam, quando per posizione e, utilità, non vi può essere dubbio sul fatto che l’attore principale degli scambi debba essere l’Italia.
Voglio spingermi oltre, col rischio di esser preso per pazzo: un trattato promosso dall’Italia per la libera circolazione delle merci e dei capitali tra i paesi dell’area mediterranea sarebbe un’idea per il rilancio dell’area con al centro il bel paese.
Un ruolo da attore principale nell’area mediterranea sarebbe per il nostro paese sarebbe auspicabile, ne trarrebbero vantaggio tutte le parti coinvolte. L’abbattimento delle barriere per i capitali e le merci, l’offerta dei porti italiani, debitamente potenziati, sarebbe una svolta liberale ed un guadagno in termini di peso politico internazionale non indifferente.
Diffondi il Liberalismo!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

Attualità

Gli orfani del Comunismo strizzano l’occhio all’Islam radicale

Mi resta da capire per quale motivo si debba mettere sul banco degli imputati un paese che fino a prova contraria è una dichiarata democrazia, posta nel nostro caro Occidente democratico e obbligata, di volta Read more…

Filosofia

Ecco perché un liberale deve essere contrario allo ius soli

Temo per la mia libertà, e quando temo per la mia libertà tendo a scrivere. Non posso dare pugni, perché altrimenti la mia libertà lederebbe quella altrui, ma a pensarci bene certe parole son peggiori Read more…

Attualità

Europa 2025: 5 possibili scenari

Dopo aver assistito in meno di 2 anni alla Brexit e all’ascesa del populismo in Europa, ma anche alla vittoria di Emmanuel Macron ed ad un rinnovato interesse generale per il futuro dell’Unione, l’unica cosa Read more…