fbpx

23 delle 44 federazioni sportive italiane hanno chiuso in Rosso, bruciando una cifra superiore ai 10 milioni di euro.

Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di soldi nostri, visto e considerato che il sistema sportivo è mantenuto soprattutto da finanziamenti dello Stato.
Tutti soldi per gli atleti? Macché. Questi soldi sono usati soprattutto in costi di funzionamento (30%), tra affitti, diarie e vari costi.

Federazioni come quelle del ciclismo, rugby o pattinaggio sono persino in bancarotta. Ma non essendo aziende come tutte le altre, non possono fallire, perciò ci pensa lo Stato – cioè noi con i nostri soldi – a coprire il debito.

La colpa – secondo alcuni- pare sia della crisi economica 2008-2014 che ha costretto il CONI e le Federazioni, tra crediti e pagamenti vari, a sborsare tanti soldi.

Fatto rimane è che nel 2016 le varie Federazioni hanno provocato una perdita di 11,7 milioni di euro. Come ho detto prima, nella normalità vanno in Tribunale con i conti in rosso. Invece, qui non solo non è possibile farlo – in quanto si tratta di una Federazione pubblica – ma, sembra, che non ci siano grandi soluzioni da adottare perché nonostante si stia cercando di imporre una buona gestione del bilancio, gli addetti al lavoro hanno capito molto bene cosa voglia dire gestire i soldi pubblici.

Ormai per gli errori della politica o per quello degli enti istituzionali si vede un crack finanziario pubblico come un “male senza conseguenze”. Un male che non manda nessuno in mutande o in prigione, ma un male che tanto “coprono” i cittadini con imposte, tasse e accise.

Della serie “se si tratta di intascare”, sono soldi dei presidenti di Federazione, ma “se si tratta di debiti”, ci penseranno i cittadini.
Chiamateli (finti) fessi a spese nostre..

Diffondi il Liberalismo!
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Categories: Attualità

Raffaele Dadone

Raffaele Dadone

Nato a Cagliari, ho 26 anni e sono laureato in Scienze Politiche e Sociali e sono iscritto al Corso di Laurea Magistrale Scienze del Governo presso l'Università degli Studi di Torino. Mi considero un Liberale di "Vecchio Stampo". Il mio impegno è per rendere maggiormente protagonisti i cittadini, sia come individui singoli sia all'interno di gruppi, valorizzando il Terzo Settore. Sono per uno Stato Minimo che si occupi esclusivamente di Giustizia, Sicurezza e Tutela dei Poveri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts

Attualità

Se la giornata contro l’omofobia limita la libertà di pensiero

Signori non vorrei dirvelo, ma ve lo dico lo stesso: è appena passata la Giornata mondiale contro l’omofobia, la biofia e la transfobia, evento molto in voluto e promosso dall’Unione europea. Perché è il caso Read more…

Attualità

Basta un clic! L’ignoranza in cattedra (e al governo?)

Nei giorni scorsi, l’intero mondo dell’informazione e della finanza è stato investito da una bozza di programma del governo in procinto di nascere. Il punto che più ha fatto scaldare i mercati e che li Read more…

Attualità

Obiezione ai “genderfluid”, ossia chi non si considera né uomo né donna

Non mi si creda cattivo o insensibile, ma non capisco davvero per nulla il grande problema che i “liberals” hanno sollevato in America sul “Gender assuming”. Per chi non lo sapesse, alcune persone rifiutano di Read more…