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In Italia, per quanto la parola libertà venga usata e riusata in diversi contesti, non abbiamo dei punti di riferimento liberali. Non è solo un problema di punti di vista diversi ma anche del fatto che oggi – nella stragrande maggioranza – nessuno sa nemmeno cosa voglia dire “idea liberale”.

Le sfide sono tante e il fatto che il cittadino non abbia a disposizione un supporto importante come la cultura liberale, è una sconfitta per il Paese.

Quali, dunque, battaglie liberali servono per i cittadini?
Per costruire un manifesto liberale bisogna saper porre degli importanti punti di partenza necessari.

I punti fondamentali potrebbero essere
✅ la sfida del Governo Leggero
✅ valorizzare la Meritocrazia
✅ valorizzare la libertà di essere, di fare e di scegliere

Tre sfide diverse, ma molto legate tra loro. Vincere la prima, permette di vincere le altre. In particolare, la sfida del Governo Leggero è utile per spiegare i danni di un’alta pressione fiscale e di un’alta spesa pubblica e le distorsioni che provoca in tutta la nazione.

Avere un Governo Pesante, come quello attuale, vuol dire capitalismo di Stato, ordini corporativi e assistenzialismo di Stato. Queste forme di politica provocano corruzione, parentopoli, gerontocrazia, caste corporative, ingiustizie ma soprattutto indeboliscono il semplice cittadino che studia, che lavora e che non è legato allo Stato.

Per questo motivo è opportuno partire da questa battaglia. La meritocrazia e la libertà del cittadino sono battaglie percorribili solo successivamente al raggiungimento della vittoria contro il Governo Pesante.

La meritocrazia è l’unica forma di assistenzialismo che può portare avanti un Paese perché permette di premiare chi – magari in difficoltà economiche – si mette in gioco con lo studio e con il lavoro.
Per avere una Nazione forte bisogna avere persone dinamiche e la meritocrazia permette alle persone di poter cambiare la loro situazione, migliorandola, senza indebolire l’altro.

Altra battaglia, non meno importante delle altre due, è quella della libertà del cittadino. Veniamo da decenni in cui ci hanno fatto credere che, per il bene di tutti, sia opportuno che qualcuno scelga per noi su come essere educati, su come vivere, su come pensare. Oggi la voglia di libertà si esprime in diversi modi, dal più moderato al più trash, ma tutti fanno capire come i cittadini vogliano uscire da questa “stanza” dove non si può più respirare. È arrivato il momento di essere liberi di scegliere, è arrivato il momento di essere liberi di fare, è arrivato il momento di essere liberi di essere, senza qualcuno che ci ostacoli.

Se noi riusciamo a diffondere l’importanza di vincere queste battaglie e di trovare persone pronte a diffondere le idee, l’Italia avrà finalmente un’alternativa culturale e politica importante da contrapporre a chi è a favore di un sistema di tasse alte, assistenzialismo sfrenato e caste su caste.

Diffondi il Liberalismo!
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Raffaele Dadone

Raffaele Dadone

Nato a Cagliari, ho 26 anni e sono laureato in Scienze Politiche e Sociali e sono iscritto al Corso di Laurea Magistrale Scienze del Governo presso l'Università degli Studi di Torino. Mi considero un Liberale di "Vecchio Stampo". Il mio impegno è per rendere maggiormente protagonisti i cittadini, sia come individui singoli sia all'interno di gruppi, valorizzando il Terzo Settore. Sono per uno Stato Minimo che si occupi esclusivamente di Giustizia, Sicurezza e Tutela dei Poveri.

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