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In campagna elettorale si parla anche di bambini. Un tema che unisce tutti i partiti politici, un interesse dovuto al preoccupante calo demografico. Le proposte sono simili, con qualche differenza.
Osservando i vari programmi elettorali possiamo notare proposte come il classico bonus per i bebè o come la proposta di far frequentare gli asili nido gratuitamente.
Quindi la linea è comune. Questo evidenzia come tutti i partiti adottino un approccio socialista e assistenzialista, con la convinzione che se lo Stato è nella quotidianità come una “mamma”, in certi casi può diventare anche una “nonna”.

In realtà ritengo che la questione sia più facile del previsto. Parto dal presupposto che la nascita di un bambino sia frutto di una scelta condivisa tra due coniugi. Una scelta che potrebbe essere condizionata dai fattori esterni.
I fattori esterni che considero maggiormente responsabili sono provocati dallo Stato.
I sussidi non possono e non potranno mai negare la realtà in cui viviamo. I giovani under30 sono abbandonati ad un sistema nato negli anni settanta che penalizza i nuovi lavoratori. Se l’Italia non è un paese per giovani ed essendo proprio i giovani che fanno i figli, non ci dobbiamo meravigliare dell’attuale crisi demografica. Se consideriamo che nessuno mette in discussione il ruolo invadente dello Stato in Italia, quale genitore avrebbe piacere e ottimismo nel fare un figlio?
Quando manca la libertà, negata da uno Stato Socialista come quello italiano, i governanti prendono delle decisioni per una parte dei cittadini (spesso e volentieri quella utile per vincere le elezioni) che finiscono con indebolire il resto dei cittadini.

Se vogliamo davvero cambiare la situazione, non dobbiamo ricorrere alla linea “soldi per tutti”, ma iniziare a rendere la vita semplice alle persone. Come? Paradossalmente, avere uno Stato Minimo che non decide sulla vita e sulla quotidianità delle persone, è proprio tutto ciò di cui hanno bisogno i giovani. Con ciò intendo smantellare le regole e i costi che gravano sul mercato del lavoro, occorre diminuire le tasse e favorire la meritocrazia incentivando la diffusione delle borse di studio.

Questo perché i bambini non nascono dai sussidi, ma dalla libertà dei cittadini. Una libertà soprattutto economica che manca da troppo tempo. Cosa vuol dire? Vuol avere la padronanza di un reddito che non viene aggredito costantemente dallo Stato. Invece, oggi siamo perseguitati da continui imprevisti fiscali di vario genere che disincentivano qualsiasi progetto di famiglia da parte delle coppie.

Iniziamo a non complicarci ulteriormente la vita facendo proposte impossibili. Iniziamo a ridare i soldi rubati ai cittadini e vedrete che qualcuno sarà più propenso a fare figli.

 

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Raffaele Dadone

Raffaele Dadone

Nato a Cagliari, ho 26 anni e sono laureato in Scienze Politiche e Sociali e sono iscritto al Corso di Laurea Magistrale Scienze del Governo presso l'Università degli Studi di Torino. Mi considero un Liberale di "Vecchio Stampo". Il mio impegno è per rendere maggiormente protagonisti i cittadini, sia come individui singoli sia all'interno di gruppi, valorizzando il Terzo Settore. Sono per uno Stato Minimo che si occupi esclusivamente di Giustizia, Sicurezza e Tutela dei Poveri.

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