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⦁ Gli eventi economici dipendono da scelte individuali ineluttabilmente imprevedibili.
⦁ Le scale di valore dei singoli sono personali e tra loro differenti, è quindi errato farne oggetto di indagine statistica.
⦁ Gli economisti dovrebbero concentrarsi sulla comprensione di come le persone scelgono.

Gli economisti della Scuola austriaca affermano che gli studi sociali, come l’economia, sono classificabili come scienze, ma di un tipo diverso da quelle che si occupano della natura.

Perché focalizzarsi sugli individui

Gli economisti mainstream studiano i legami tra macro aggregati. Gli economisti austriaci sostengono che tra gli aggregati macroeconomici non possano esistere delle leggi universali e tanto meno costanti. Quegli aggregati non sono altro che un mero ammasso delle innumerevoli situazioni, tra loro differenti e spesso anche in conflitto, che compongono la realtà.

Milioni di individui prendono continuamente decisioni. Le scelte dei singoli dipendono dal loro modo di vedere le cose e dalle circostanze in cui si trovano. Gli aggregati economici nascono una grande varietà di situazioni dietro un singolo numero: ci dicono poco e ci ingannano molto.

L’economia, affermano gli austriaci, dovrebbe dedicarsi allo studio delle scelte individuali. Menger la definisce la scienza delle scelte. Qualsiasi azione economica prevede l’analisi di differenti opzioni e la conseguente scelta, basata sul rapporto cosi benefici che meglio si adatta agli obiettivi. Questa serie di passaggi avviene nella mente degli individui. Una collettività non ha una propria coscienza. Una collettività non agisce.

Questa categoria non sottintende una critica alla natura stessa della società, anche se alcuni filosofi austriaci si sono mossi contro di essa. La critica riguarda semplicemente il modo di concepire l’economia e le modalità migliori per spiegare i fenomeni economici.

Perché gli economisti mainstream sbagliano

Gli austriaci, dunque, considerano la macroeconomia come errata e fuorviante. Innanzitutto, essa tenta di sommare azioni individuali che poco hanno in comune utilizzando gli aggregati macroeconomici risultanti come base per formulare le proprie teorie e ciò è semplicemente insensato. Si tratta di applicare i metodi quantitativi a cose che non possono ragionevolmente essere sommate tra loro.

In secondo luogo, l’economia dovrebbe studiare la natura dei processi di scelta e non cercare di predire quali scelte verranno ogni volta concretamente effettuate.

Gli economisti non austriaci affermano di utilizzare loro stessi dei metodi riconducibili all’individualismo metodologico. Essi, infatti, assumono come ipotesi di lavoro che gli agenti economici siano razionali e che cerchino sempre di massimizzare il profitto. Nelle convinzioni dei loro sostenitori, questi presupposti sarebbero in grado di spiegare molto della struttura e del funzionamento dei vari soggetti economici.

Gli austriaci rispondono che, proprio perché gli individui sono diversi, non è possibile entrare nella mente di ciascuno per osservarne i processi mentali. Di conseguenza, è fuori luogo parlare di individui razionali e rivolti alla massimizzazione del proprio interesse.
Importante è comunque capire come il mondo influenza le scelte dei singoli. Tutto ciò è alla base della vera analisi economica e non la pseudo scienza esposta nei manuali di macroeconomia.

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Categories: EconomiaStoria

Alessandro Pala

Alessandro Pala

Nato il 25 dicembre 2001 ad Iglesias, Sardegna. Studio in un liceo scientifico e faccio parte di questa associazione per contribuire alla diffusione della cultura liberale, purtroppo scarsa in Italia. Mi considero un liberale classico; ho abbracciato questo pensiero perché postulo l'addizione di libertà economica e libertà politica come unico fondamento di una società libera.

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