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Esistono persone che tendono ad essere particolarmente diffidenti. Esistono persone che tendono ad essere particolarmente pessimisti.

Questo succede nella vita quotidiana, ma non solo nei rapporti interpersonali. Esistono persone che tendono ad avere una visione della società e del prossimo. Chi parla di egoismo, chi parla di scarso civismo, chi parla di poteri forti e chi parla di capitalismo selvaggio.

Rientrano in questa categoria, i socialisti. Alcuni non sanno di esserlo; altri fanno finta di niente, inserendosi in altri partiti “apparentemente” differenti; altri preferiscono essere classificati come “portatori di onestà”.

Queste persone fanno politica spiegando quanto sia cattivo l’uomo lasciato libero di agire, quanto esso sia pericoloso in una società. Pertanto, la soluzione, da loro avanzata, sarebbe quella di porre delle regole di “buonsenso”. Il buonsenso è stata la parola più usata dai partiti candidati alle ultime elezioni politiche dello scorso 4 marzo.

Partiamo dal presupposto che il buonsenso è una questione personale e individuale – ciò che per me è di buonsenso potrebbe non esserlo per qualcun altro – , ma il vero punto da affrontare è quello del pessimismo cronico e della totale diffidenza nei confronti delle persone da parte di questi personaggi politici.

Si parla di “reddito di cittadinanza” perché “alcune persone non troveranno mai lavoro”; si parla di “più regole dentro lo Stato” per evitare i famosi “poteri forti”; si parla di “più diritti per il lavoratore” perché “se uno viene licenziato, non lavorerà mai più”; si parla di “vietare le delocalizzazioni” perché “se un imprenditore “sposta” la propria azienda all’estero, aumenterà la disoccupazione”. Ecc ecc.

In realtà, queste persone, dimenticano che il “potere forte per eccellenza” è lo Stato, non la famosa finanza o le multinazionali. La famosa finanza e le multinazionali “agiscono” perché lo Stato, con la sua ragnatela di burocrazia, di tasse e clientelismo di vario genere, alimenta la corruzione. Per questo motivo, se proprio dobbiamo essere pessimisti e diffidenti di qualcuno, questo qualcuno è lo Stato.

Quindi non bastano le regole di buonsenso se non siamo ottimisti e fiduciosi nei confronti dell’agire del prossimo. I furbetti della Pubblica Amministrazione esistono perché lo Stato non ha utili, non è un’azienda e non ha nessun motivo per cui dovrebbe essere efficiente; le pressioni della finanza e delle multinazionali non esisterebbero se l’Italia fosse stato uno Stato con basso livello di invadenza e di burocrazia; il clientelismo non esisterebbe se i politici non avessero la possibilità di “assumere”.

Iniziamo ad avere ottimismo e fiducia nei confronti del prossimo. Chiedo scusa se vi sembrerò un personaggio di chiesa, ma con ottimismo e fiducia intendo dire che dobbiamo iniziare a “distruggere” la ragnatela statale, tagliare le tasse e iniziare a “Lasciare Fare” ai cittadini. O, come preferiamo noi liberali, “Laissez-Faire”.

L’evasione fiscale esiste perché la pressione fiscale è troppo alta; la corruzione esiste perché dentro lo Stato ci sono talmente tante regole da far uscire fuori strada persino i controllori; i poteri forti ci sono perché la burocrazia è troppo forte. Con questo non mi riferisco solo allo Stato italiano, ma anche all’Unione Europea, per quanto non sia esattamente uno Stato.

Tagliare le tasse vuol dire più soldi in tasca alle persone; più soldi in tasca vuol dire più soldi da spendere; più soldi da spendere vuol dire maggiori possibilità di investire; maggiori possibilità di investire vuol dire più lavoro; più lavoro vuol dire meno disoccupazione; meno disoccupazione vuol dire più ricchezza per tutti.

Questo perché esistono piccoli gesti che potrebbero creare una catena vincente per una nazione intera.

Diffondi il Liberalismo!
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Raffaele Dadone

Raffaele Dadone

Nato a Cagliari, ho 26 anni e sono laureato in Scienze Politiche e Sociali e sono iscritto al Corso di Laurea Magistrale Scienze del Governo presso l'Università degli Studi di Torino. Mi considero un Liberale di "Vecchio Stampo". Il mio impegno è per rendere maggiormente protagonisti i cittadini, sia come individui singoli sia all'interno di gruppi, valorizzando il Terzo Settore. Sono per uno Stato Minimo che si occupi esclusivamente di Giustizia, Sicurezza e Tutela dei Poveri.

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