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Questo articolo prende spunto da un recente discorso di Jan Zahradil, Mep del gruppo europeo Alleanza dei Conservatori Riformisti Europei, nel quale spiegava la sua linea politico-economica europea.

Sono parole forti, in cui emerge l’intenzione di non volersi inchinare alla tendenza che sta coinvolgendo alcuni paesi dell’Unione. Risulta comunque piuttosto critico nei confronti dei principali personaggi che rappresentano l’Unione Europea.

In particolare, il vento anti-europeista che ha coinvolto la Gran Bretagna, la Francia, la Germania e l’Italia, come la Brexit, la Lega Nord, la Alternative für Deutschland, è stato favorito dall’atteggiamento troppo superficiale dell’Unione Europea.

Per Zahradil, l’obiettivo non è quello di porre fine all’Unione Europea, ma di riformarla. Riformare le istituzioni, riformare l’economia, riformare la sicurezza

Le istituzioni europee hanno subito un colpo molto duro con la vittoria della Brexit. Ha perso credibilità in Asia, in America e in Africa. Come può rialzarsi l’Unione Europea se esce uno dei paesi membri più forti? Bisogna mettersi in discussione e capire gli errori compiuti nel corso degli anni. Bisogna riconoscere l’enorme accumulo di legislazione che ostacola i paesi membri. Per fare un esempio, l’Italia è un paese che ha già un numero elevato di legislazione; perciò, facendo parte di un’istituzione come l’Unione Europea, vuol dire che gli italiani sono doppiamente ostacolati.

Jan Zahradil non solo propone meno regole e regolamenti, ma anche di depotenziare la Commissione e il Parlamento, in quanto uno dei fattori che contribuisce a far perdere di legittimità democratica,  è proprio quello di aver tolto poteri ai parlamenti nazionali.

Più poteri per il parlamento nazionale vuol dire anche maggiori responsabilità, rafforzando le procedure di “cartellino giallo” e istituendo una procedura di “cartellino rosso”.

Questo perché la Commissione e il Parlamento Europeo hanno creato una discrepanza non indifferente tra le dinamiche politiche e i cittadini. Quest’ultimi pagano le tasse e, di conseguenza, non possono convivere con delle istituzioni “oscure”.

Per quanto riguarda l’economia, uno dei limiti della moneta unica è la sua rigidità. Zahradil propone un’Unione Europea multivaluta, più flessibile e aperta. Per soddisfare le esigenze del mercato unico occorrono regole condivise e comuni, ma non in tutti gli ambiti. Non servono regole comuni nel mercato, orario o condizioni del lavoro, nelle politiche fiscali o sul sistema pensionistico, perché le differenze di ricchezza tra le nazioni sono un fatto naturale e perché la concorrenza tra i paesi membri è vitale per rafforzare l’Unione Europea.

Infine, Jan Zahradil parla anche di Sicurezza. Complessivamente, non è d’accordo con la “moda” diffusa in alcuni partiti o personaggi politici di schierarsi a favore di Putin, ma è favorevole ad un rafforzamento della cooperazione transatlantica all’interno della NATO. Infatti, stare dalla parte di Putin vuol dire creare un processo in cui l’Unione Europea rischia di diventare un’alternativa o uno sfidante della stessa NATO.

Ma quando parla di sicurezza, Jan Zahradil parla anche della questione migranti. La crisi migratoria è stata favorita dallo scarso controllo dell’Unione Europea rispetto al potere dei singoli Stati membri di definire le regole delle procedure di asilo o di protezione internazionale. Inoltre, la stessa Unione Europea dovrebbe avere il compito di occuparsi della ridistribuzione dei migranti. Alcuni emigrati arrivano con l’odio verso l’intera civiltà occidentale. L’Europa non è chiusa nel Pensiero Unico, l’apertura a diverse culture è giusto che ci sia, ma senza qualche emigrato mette in discussione la libertà religiosa, lo Stato di Diritto, l’uguaglianza di ogni cittadini.

Come dice lo stesso Jan Zahradil
“Le idee e le opinioni non hanno diritti, gli individui hanno diritti”.

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Raffaele Dadone

Raffaele Dadone

Nato a Cagliari, ho 26 anni e sono laureato in Scienze Politiche e Sociali e sono iscritto al Corso di Laurea Magistrale Scienze del Governo presso l'Università degli Studi di Torino. Mi considero un Liberale di "Vecchio Stampo". Il mio impegno è per rendere maggiormente protagonisti i cittadini, sia come individui singoli sia all'interno di gruppi, valorizzando il Terzo Settore. Sono per uno Stato Minimo che si occupi esclusivamente di Giustizia, Sicurezza e Tutela dei Poveri.

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