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Che funzione ha lo Stato? Le risposte potrebbero essere diverse, in base ai diversi pensieri politici. Per qualcuno, lo Stato dovrebbe aiutare i più bisognosi. Per altri, dovrebbe garantire a tutti i servizi primari come una vita dignitosa, curarsi e istruirsi. Per altri ancora, dovrebbe porre delle regole all’economia per ridurre le diseguaglianze tra i cittadini.

Per quanto mi riguarda, penso che lo Stato debba limitarsi a gestire quei servizi che non possono essere gestite dal privato. Visto e considerato che in questi decenni di Repubblica lo Stato si è inserita in tantissimi ambiti, è giusto dire che i compiti principali sono quelli che riguardano le infrastrutture, la sicurezza, il funzionamento della giustizia e, infine, garantire un’adeguata uguaglianza di partenza per chi nasce e cresce in condizioni sociali ed economiche poco favorevoli.

In Italia la spesa pubblica è molto alta. Voi vi chiederete, con tutti i soldi che prende lo Stato, riesce ad adempiere ai suoi compiti principali? Ma assolutamente no. Addirittura andiamo verso il paradosso: spendiamo tanto (e male) in tanti ambiti; spendiamo poco (ma comunque male) in sicurezza, giustizia, infrastrutture e tutela dei poverissimi.

Ma non c’è bisogno che ve lo dica. Basta guardarci intorno: la maggioranza delle strade hanno problemi; la sicurezza sta diventando un problema molto grave in tutta Italia; la giustizia è disorganizzata e lenta.
Per la tutela dei poveri, diciamo che i governanti sono riusciti ad andare oltre. Perché garantire l’uguaglianza di partenza, quando è più facile garantire una completa assistenza? Prima con le assunzioni, attraverso la pubblica amministrazione o le aziende di Stato, poi con la sanità pubblica, poi con i maxi sconti, per concludere con una generosa pensione (retributiva).

Se finanziare l’assistenzialismo è da una parte utile per chi la riceve, risulta altrettanto utile per la politica. Nella prima repubblica era utile per conquistare qualche voto elettorale, specie su scala nazionale. In questi anni, sembra che ciò si verifichi maggiormente nelle elezioni locali o regionali, come dimostra la grande differenza di voti del Movimento 5 Stelle tra elezioni nazionali e elezioni locali.

Pertanto, si parla sempre tanto di tasse, ma pochissimo di spesa pubblica. Anzi, la richiesta di meno tasse “maschera” l’intenzione di maggiore intervento statale, specie nell’assistenzialismo, come il Reddito di Cittadinanza.

Ambiti come la giustizia, la sicurezza e le infrastrutture non sono argomenti che vengono trattati con piacere e, di conseguenza, sono destinati ad essere sempre più trascurati da chi governa. Questo è un grave problema.

Lo Stato dovrebbe permettere ai cittadini di poter dare il meglio di se. Una giustizia regolare ed efficiente permette alle persone di essere rispettati e di rispettare il prossimo. Una sicurezza regolare e ferrea permette alle persone di vivere in armonia con la propria libertà di fare, di scegliere e di essere. Infrastrutture regolari e resistenti permette ai cittadini di raggiungere gli obiettivi della vita quotidiana.

Continuare a incaponirsi sull’assistenzialismo o sulla sanità, vuol dire contribuire al declino dell’Italia. Dare soldi a qualcuno vuol dire indebolire un altro che è stato costretto a dare una parte del suo reddito per qualcun altro. Indebolire chi ottiene o produce un reddito vuol dire penalizzare lo stesso cittadino e la stessa nazione. Inoltre, uno Stato che insiste in compiti che non gli spettano penso sia davvero inaccettabile.

Quindi più sicurezza e meno assistenzialismo, più giustizia e meno sanità pubblica, più infrastrutture e meno dipendenti pubblici vuol dire permettere al cittadino di poter gestire al meglio i propri guadagni, le proprie esigenze, la propria famiglia e la propria vita.

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Raffaele Dadone

Raffaele Dadone

Nato a Cagliari, ho 26 anni e sono laureato in Scienze Politiche e Sociali e sono iscritto al Corso di Laurea Magistrale Scienze del Governo presso l'Università degli Studi di Torino. Mi considero un Liberale di "Vecchio Stampo". Il mio impegno è per rendere maggiormente protagonisti i cittadini, sia come individui singoli sia all'interno di gruppi, valorizzando il Terzo Settore. Sono per uno Stato Minimo che si occupi esclusivamente di Giustizia, Sicurezza e Tutela dei Poveri.

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