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Cos’è il Liberalismo Classico?
Come si relaziona col movimento progressista, quello libertario e l’estrema destra?

Il Liberalismo Classico è una dottrina che valorizza la libertà individuale, è un modus vivendi che si ripercuote anche nelle più banali azioni quotidiani e nei più semplici rapporti con gli altri Individui, si fa forte delle caratteristiche derivanti dalla Libertà di scelta, che nei rapporti con la società coincide sia con le libertà di culto, di parola, di stampa, di riunione e di commercio sia con il contenimento del ruolo dello stato nell’economia.

È una corrente sviluppatasi nel XVIII secolo in Europa, la quale attinse numerose idee dagli scritti di Adam Smith e dalla crescente nozione di progresso sociale. L’Enciclopedia di Stanford annota che:”Liberalismo Classico e proprietà privata sono correlati”, il movimento illuminista -che sfociò nella Rivoluzione Francese- decretò come sacrosanta la correlazione fra proprietà privata e Libertà: entrambe finiscono dove iniziano quelle altrui. Infatti, dal XVIII secolo sino ad oggi, i Liberali Classici hanno sempre sostenuto che il sistema economico basato sulla proprietà privata è l’unico consistente con la libertà individuale, permettendo a ciascuno di vivere la propria vita come meglio crede, sia nella scelta di come impiegare le proprie risorse che il proprio capitale.

CONFRONTO COL PROGRESSISMO

Il Liberalismo Classico differisce tantissimo dal Progressismo Moderno. Infatti, mentre i Progressisti sostegno alcuni diritti, definendoli positivi (diritto alla salute, norme coercitive nei confronti altrui) posti dal potere dello stato e senza alcun contenuto intrinseco, i Liberali Classici enfatizzano i diritti negativi (diritto alla libertà di parola, religione, associazione).
Mentre i Liberali Classici sostengono che la soluzione ai problemi sociali possa essere risolta dal libero mercato, dagli scambi volontari e dalle libere associazioni, i Progressisti vedono, quasi sempre, nello stato il mezzo attraverso il quale la società progredisce.
Per esempio, un Liberale Classico non cercherebbe mai di costringere una persona religiosa a cucinare una torta per una coppia di sposi gay in unione civile, contro la sua volontà, mentre i Progressisti sarebbero favorevoli a tali coercizioni. Nella visione Liberale Classica questo costituirebbe una violazione della libertà religiosa e di associazione. Nessuno dovrebbe essere costretto ad associarsi ad altri contro la propria volontà.

CONFRONTO COL LIBERTARIANESIMO

Detto ciò, i Liberali Classici differiscono, spesso, dai Libertari, specialmente nell’estremità del proprio credo. Sebbene tra Liberalismo Classico e Libertarianeismo ci siano notevoli sovrapposizioni, i Liberali Classici sono  più disposti ad accettare compromessi. I Liberali Classici più famosi del XX secolo sono Milton Friedman e Friedrich von Hayek, entrambi Premi Nobel in economia, credevano che lo stato dovesse garantire i minimi servizi a tutti i meno abbienti. Friedman sosteneva anche che lo stato dovesse garantire dei voucher, cosicché le famiglie avessero l’opportunità di frequentare scuole private, inoltre era a favore della tassa sull’inquinamento per costringere gli individui ad assorbire i costi che impongono alla società. In altre parole, mentre i Liberali Classici (come Friedman e Hayek) credono fortemente nel libero mercato, loro, a differenza dei Libertari, sostengono alcune misure garantite dallo stato per integrare (come il reddito minimo per le fasce meno abbienti) o promuovere (voucher scolastici) il mercato.

CONFRONTO CON L’ESTREMA DESTRA

L’Estrema Destra promuove il nazionalismo e il protezionismo economico (per esempio barriere commerciali), mentre i Liberali Classici sono sempre stati promotori del libero scambio per centinaia di anni. I Liberali classici hanno sempre avuto una visione più globale rispetto all’Estrema Destra, specialmente su come il libero scambio possa favorire la pace e maggiore cooperazione tra nazioni. Sui temi del multiculturalismo e dell’immigrazione l’Estrema Destra si oppone fortemente, mentre i Liberali Classici si dividono, alcuni sono favorevoli, altri sono contro. Alcuni Liberali Classici credono -benché in maniera molto più moderata e ragionata e meno populista- alle tesi dell’estrema destra, secondo cui queste metterebbero in pericolo le Istituzioni e la civiltà Occidentale, mentre altri, proprio grazie a una maggiore diversità e minor restrizione dei confini, intravedono più benefici economici e sociali.

CONFRONTO COL CONSERVATORISMO

Il Conservatorismo è molto eterogeneo. Molti filosofi conservatori hanno delle sovrapposizioni col Liberalismo Classico, specialmente quelle che enfatizzano l’importanza della Costituzione e della Carta dei Diritti. Eppure, il Liberalismo Classico, come filosofia, non cerca esplicitamente di conservare una particolare norma, al di fuori dei principi di libertà, a differenza dei Conservatori, i quali vogliono mantenere una particolare definizione di matrimonio, ruolo dei sessi, e così via. In genere, i Liberali Classici non sono grandi sostenitori delle politiche estere interventiste, a differenza dei Conservatori, e inoltre danno molta meno importanza alla religione, sia all’interno della società che dello stato, rispetto ai cosiddetti “principi religiosi”. I Liberali Classici tendono a voler conservare i diritti naturali, mentre i Conservatori spesso e volentieri divengono Reazionari e tendono a voler conservare anche diritti acquisiti in taluni momenti storici, oramai obsoleti se confrontati con la società contemporanea.