Liberali liberisti VS I falsi liberali socialisti.

In Politica

Di Dadone Raffaele

Il liberalismo in Italia, da decenni, vive un periodo di forte declino. Per esigenze di consenso, si è tentato di abbandonare quei valori borghesi intese come incoraggiamento della diversità e della scelta personale, l’offerta di equi incentivi e ricompense per l’abilità e l’impegno nel lavoro, la conservazione di efficaci barriere contro l’eccessivo potere dello stato e la fede nella più ampia distribuzione della proprietà privata individuale.

Oggi abbiamo i Liberali Socialisti, i liberali cattolici o i liberali democratici. In realtà, sono tutte delle realtà politiche che hanno accettato il compromesso originario dei Socialisti che desiderano:
❌ prevaricazione del pubblico sul privato;
❌ espansione dello Stato interventista
❌ prevaricazione della costrizione ideologica sulla libertà di scelte individuali.

Questi “falsi liberali” sono anch’essi dei pragmatici come i liberali liberisti, ma i primi sono caduti nella trappola di diventare troppo flessibili, rendendo il liberalismo italiano poco credibile.

I liberali liberisti devono tornare a credere nelle proprie potenzialità, diffondendo con coraggio le proprie idee.
Quali idee?
✅ Rivalutazione del Privato
✅ Riduzione delle Tasse
✅ La Contrapposizione dello Stato Minimo allo Stato Interventista
✅ La Riconquista della Libertà contro ogni rigidità ideologica.

Il nodo centrale sta nella necessità di ridurre le funzioni dello Stato. I liberali liberisti devono avere il coraggio di proporre la diminuzione dei compiti di questo Stato Invadente eliminando quelli in cui non è assolutamente lo strumento adatto per ottenere i risultati desiderati.

I liberali liberisti devono avere il coraggio di avvisare i cittadini che sono costretti a cedere allo Stato delle risorse finanziarie affinché lo Stato fornisca loro dei servizi, che potrebbero ottenerli di qualità e quantità migliori spendendo direttamente il proprio denaro.

La funzione fondamentale di un governo democratico è la composizione dei conflitti sociali e non la gestione dell’economia.

In conclusione, è necessario che i liberali liberisti presentino la propria priorità che non sia operare sotto l’egemonia culturale dello Statalismo come fanno le lobby con interessi politici distanti dalla cultura liberale, ma che sia il coordinamento generale delle libere attività dei cittadini.

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