Giustizia sociale: la grande bugia dei socialisti.

In Politica

Di Dadone Raffaele

Mai come in questo periodo si pone in primo piano il tema della Giustizia Sociale. Anche il tema dello Ius Soli viene affiancato al tema della giustizia sociale. Bisogna aiutare prima gli italiani e poi gli immigrati, o solo gli italiani e viceversa?

In questo argomento non parlerò dello Ius Soli, ma della grande truffa dei socialisti quando parlano della cosiddetta “Giustizia Sociale”.

Lo schema dei socialisti è molto chiaro. Da una parte ci sono loro che si preoccupano di distribuire il reddito per il bene di tutti, dall’altra ci sono i liberali considerati come gli “egoisti”, in quanto sarebbero gli indifferenti alla questione della “Giustizia Sociale”. Loro i buonisti, noi i cattivi.

In realtà, analizzando le ricette stataliste del socialismo, di qualsiasi colore politico sia, tutte hanno portato alla disgregazione della società. Cosa vuol dire?
Che per risolvere un problema di disuguaglianza, hanno provocato un problema di insoddisfazione generale.

Per quale motivo?
❌ Le ricette socialiste penalizzano TROPPO chi produce Reddito.
❌ Incentiva le persone a NON produrre perché possono ricevere il Reddito di chi lo ha prodotto.

Però il sistema “togliere ai ricchi per dare ai poveri” non è solo un problema di anti-Meritocrazia. Perché il paradosso è che quando una ricetta socialista prevede una “Lista della Spesa” troppo lunga, si innesca un meccanismo tale per cui TUTTI vengono indeboliti, perciò aumentano le esigenze nei confronti dei servizi forniti dallo Stato e, di conseguenza, i primi a rimetterci sono proprio i poveri che vengono tassati sempre di più e ricevono, in cambio, dei servizi mediocri da parte dello Stato.

Non finisce qui. Ma con lo scarso servizio che viene fornito dallo Stato, il cittadino è come se si ritrovasse a dover fare le stesse spese per 2 volte. Basti pensare alla sanità, dove lo Stato spende per cittadino 1816€ (2015) ma offre un servizio davvero scadente. Perciò, tanti cittadini sono costretti a rivolgersi a studi medici privati. Quando questo accade, vuol dire che stiamo spendendo due volte per la stessa cosa.

Ma, per aggrapparsi sugli specchi, il socialista potrebbe rimproverare a noi liberali che “l’intervento dello stato serve per proteggere e assistere i più bisognosi”. In realtà, è stato ampiamente dimostrato che “l’Assistenzialismo di Stato” non vale per nulla rispetto al suo costo altissimo. Basti pensare ai tantissimi enti, alle lunghe e interminabili procedure burocratiche, una marea di nomine politiche e tanti altri costi. Quindi nemmeno in questo caso l’intervento dello Stato può essere utile per la giustizia sociale.

In conclusione, sembra che ogni soluzione socialista non possa portare ad alcun risultato positivo. Bisogna lavorare per sviluppare al meglio le tante idee liberali liberiste che possono essere una valida e utile alternativa rispetto a delle politiche che stanno portando l’Italia sempre più nel baratro.

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