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Austria, specchio di una voglia Liberale in Europa

In Attualità

 

Le elezioni austriache hanno confermato ancora una volta quello che é il sentimento più diffuso in Europa. Il populismo viene battuto solo da forze che non tendono al socialismo ma al conservatorismo liberale. Nonostante la natura popolare dell’OVP, infatti, il nuovo leader Kurz ha dato una svolta integrale alla politica austriaca, dialogando con il populismo dell’FPO e proponendo temi liberali al di fuori del libero mercato. Svolta che ha indebolito solo parzialmente i NEOS, reale partito liberale d’Austria, che accede comunque in parlamento.

Quanto successo in Austria conferma l’andamento elettorale di tutta Europa: in Germania i liberali dell’FDP e i Verdi hanno dato la possibilità alla CDU di Angela Merkel di formare un governo senza appoggiarsi nè ai socialisti nè ai populisti dell’AfD. Proprio tra i populisti, Fauke Petry (ex leader) ha dato vita alla formazione liberal-conservatrice Die Blaue Partei, dimostrando che il populismo sia solo un modo di parlare alle masse piuttosto che un programma contenutistico.

Bisognerà dunque vedere quale sarà la reale spinta liberale austriaca. Ma in Germania e in Francia con Macron si sta vedendo un cambio di passo importante. Cosa che dovrebbe essere compresa anche in Italia: il populismo non cesserà di esistere finchè il liberalismo non avrà la possibilità di rispondere alle esigenze di chi è stufo di disservizi, generati da un progressivo lassismo degli enti pubblici. Non si capisce infatti una simile tassazione per poi trovarsi con una sanità costantemente in crisi, un trasporto pubblico da 4 in pagella e un menefreghismo generico da parte degli addetti al servizio pubblico.

 

Di Riccardo Ficara

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