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L’Agnello Sacrificale

In Attualità, Politica

Per quanto sia poco ortodosso per questo blog buttarsi nell’agone politico quotidiano, oggi vorrei intervenire commentando un episodio alquanto singolare: mercoledì il Partito Democratico ha presentato alla Camera dei Deputati una mozione nella quale chiedeva al Governo di indicare “una figura idonea”, o maggiormente idonea, da porre alla guida della Banca d’Italia, sfiduciando di fatto l’attuale Governatore, Ignazio Visco, in scadenza del suo mandato il prossimo 31 ottobre.

Posto che chi scrive nutre dei seri dubbi riguardo l’opera effettuata dall’Istituto di vigilanza sotto l’attuale amministrazione, non posso tuttavia fare a meno di sorridere di fronte alla mozione presentata in Parlamento, peraltro sostenuta, o quanto meno appoggiata, da numerose forze di opposizione.

Al Governatore Visco si imputa una cattiva condotta nella conduzione dell’Istituto osservando che “l’efficacia dell’azione di vigilanza della Banca d’Italia è stata, in questi ultimi anni, messa in dubbio dall’emergere di ripetute e rilevanti situazioni di crisi o di dissesto delle banche” che “avrebbero potuto essere mitigate nei loro effetti da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione e gestione”.

Ma andiamo con ordine. Le crisi e i dissesti bancari di cui si parla nella mozione presentata al Governo riguardano tre nodi principali:

  • Monte Paschi di Siena
  • le 4 banche salvate dal governo (Nuova Banca delle Marche, CaRi Ferrara, CaRi Chieti e, l’ormai balzata agli onori delle cronache, Banca Etruria, per via delle “eccellenti” personalità all’interno del CdA)
  • Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca

Oltre a questi casi di mala/criminal gestione, è doveroso ricordare anche che l’intero sistema bancario è stato messo a dura prova dalla quantità di Non-Performing Loans incamerata dagli istituti di credito in questi anni.

Sarebbe doveroso analizzare la genesi di questi problemi. Si potrebbe parlare dell’eccessiva ingerenza politica all’interno di Monte Paschi, della non poca superficialità nella cessione del credito, dell’emissione senza controllo di titoli subordinati, o della poca lungimiranza dei Governi Berlusconi e Monti, che a più riprese hanno sostenuto la granitica solidità delle banche italiane a seguito della crisi finanziaria, salvo poi dover fare i conti con la crisi economica che, annientando migliaia di imprese, ha creato il problema degli NPL.

Si potrebbe parlare di tante cose da intasare il blog per mesi, ma dato che questi problemi sono stati, a più riprese, affrontati da persone che ne sanno molto più di me, passerò oltre.

Ciò di cui vorrei occuparmi è la poca coerenza e l’opportunismo celato dietro questa mozione di sfiducia, nonché del suo più profano intento: presentare agli occhi degli elettori l’agnello sacrificale, il capro espiatorio di tutti i mali che affliggono questo nostro povero paese. Ignazio Visco, nonostante i suoi difetti e le sue mancanze, questo è: l’ennesima testa che salta, l’ennesimo pezzo di carne da dare in pasto alla folla inferocita.

La colpa è tutta sua. I politici sono puri e candidi, senza macchia. È irrilevante il fatto che se il Governo Renzi fosse intervenuto più in fretta sulla questione delle Banche Venete, il danno per i risparmiatori sarebbe stato molto inferiore, è irrilevante che se i vari partiti sul territorio (da destra a sinistra) non avessero usato queste banche come bancomat per finanziare “gli amici degli amici”, non ci sarebbe stata tanta superficialità nella cessione del credito. La colpa è tutta di Ignazio Visco.

“La politica è sangue e merda” diceva Rino Formica. Mercoledì il sangue ha cominciato a scorrere, in primavera vedremo chi si ritroverà nella merda.

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