fbpx

[Intervista] Quattro chiacchiere con Daniele Capezzone

In Attualità, Interviste

Dopo la presentazione del libro Brexit a Roma, alla quale hanno presenziato alcuni membri de L’Individualista Feroce, sono stato Venerdì 17 Novembre alla presentazione del medesimo libro a Torino al Museo di Pietro Micca, il più grande eroe della storia sabauda.

Ho approfittato dell’occasione per conoscere l’autore e per porgli alcune velocissime domande, ecco l’intervista completa:

Onorevole Capezzone, come sa, noi siamo un gruppo di giovani liberali, e lo è anche Lei, vorremmo sapere cos’è a Suo avviso un Liberale al giorno d’oggi.

Difficile da dire… Oggi in Italia la parola “liberale” è purtroppo diventata vaga e ambigua, in ciò seguendo il tragico destino della parola “liberal” in Inghilterra e negli Stati Uniti, ormai usata come si sa per indicare idee di sinistra politica ed economica. 
Io penso che che una buona bussola sia il quadrilatero “meno tasse – meno spesa – meno debito – meno pubblico”, e il riferimento anglosassone “free people, free markets, free nations”. Ecco, sono dei “test” attraverso cui riconoscere politiche veramente liberali, al di là delle etichette…

Quali sono le battaglie da combattere per un liberale dei giorni nostri? Quali combatte Lei?

Quello che cerco di fare, per fortuna con molti altri, si sa, su tre fronti.
In politica, con Raffaele Fitto e il legame che abbiamo costruito con i conservatori inglesi: date uno sguardo alla nostra famiglia internazionale: www.acreurope.eu , con diciotto partiti europei e altri extraeuropei, dal Likud israeliano ai Repubblicani Usa, dai conservatori canadesi ai liberali australiani. 
Sul terreno culturale, aprendo il ramo italiano (che ho l’onore di dirigere) della New Direction Foundation, l’istituzione culturale europea a suo tempo patrocinata dalla signora Thatcher.
Sul piano editoriale, giornalistico e della circolazione delle idee, con prossime iniziative che non vi anticipo ancora… 
Serve una nuova semina. Se così tanti giovani nel mondo Occidentale votano purtroppo Corbyn-Sanders-Podemos-Grillo, ai liberali promercato tocca un compito grande. Una battaglia culturale e di idee, non solo di piccola tattica politica. 
Qual è il futuro per il liberalismo in Italia?
Tante speranze sono state deluse negli anni… Però nell’elettorato le condizioni ci sarebbero ancora, e direi più che mai. Il 70 per cento degli italiani è proprietario di un immobile, e sa che la proprietà è presidio di libertà. Ci sono 7-8 milioni di piccole e piccolissime imprese, che conoscono e detestano l’invadenza dello stato. Ci sono tanti “outsider” che stanno fuori dal perimetro delle tutele sindacali. Occorre partire da questi segmenti sociali.
Cambiando argomento, Abbiamo letto con molto interesse il Suo ultimo libro “Brexit la sfida”. Rimanendo sul tema, quali sono secondo Lei le opportunità che la Brexit regala all’Italia? Quali i possibili svantaggi?
Insieme a Federico Punzi, che ha curato con me il volume, abbiamo ragionato su due lati. Da una parte, dire no alla demonizzazione di Brexit. Dall’altra, usare il prossimo negoziato Londra-Bruxelles come occasione per innescarne un altro, tra i 27 paesi che restano, per riscrivere tutti i trattati e ridefinire le regole della futura convivenza. Per non morire tedeschi…
Recent Posts

Inizia a scrivere e premi Enter per cercare