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Perché un omosessuale non dovrebbe essere socialista ma liberale

In Società

Socialismo e Omosessualità

Al giorno d’oggi è molto diffusa l’idea che a portare avanti le battaglie riguardanti i diritti omosessuali siano stati, nell’epoca moderna, sempre i socialisti.
Facendo questa assunzione si commette un gravissimo errore, poiché -andando indietro di un paio di secoli-i primi accenni ai diritti omosessuali derivano dall’Illuminismo. Chiaramente il concetto moderno di socialismo non era ancora nato, ma quando nacque la situazione non migliorò: pare che Marx ed Engels non fossero tanto disposti a ben accettare l’omosessualità, siccome non rientrava -a parer loro- fra le necessità della società.

Analizzando dunque la genealogia del pensiero, quali sono i motivi per cui i primi ad accettare l’omosessualità furono gli individualisti mentre a dichiararla fuori gioco furono proprio socialisti?

E’ anche vero fossero altri tempi, per cui il contesto sociale non permetteva una vera e propria accettazione di un pensiero così vicino a quello moderno, tuttavia il Socialismo si propone di perseguire l’evoluzione della società tramite la lotta di classe ambendo all’uguaglianza sostanziale.

Per poter arrivare all’uguaglianza sostanziale bisogna anzitutto trovare un modello perfetto che rappresenti ciò a cui tutti membri della società dovrebbero tendere; ma il problema risiede esattamente in questo loro precetto: fissati i parametri di uguaglianza sostanziale chiunque ne sia fuori dovrà raggiungerli.

Non è un caso che la destra socialista, fissati i parametri di rispetto nei confronti dei dogmi fra cui i classici Dio Patria Famiglia, affermi l’esclusione degli omosessuali dal bacino della normalità.

Questa destra è recalcitrante nell’accettare i diritti individuali: gli stessi che idolatrano lo Stato Sociale vedono come nemico colui che chiede di potersi esprimere, anche solo nel privato, in maniera diversa. La genesi di questo odio, in realtà, si ritrova nel conservatorismo in forma di limitazione mentale che non permette di accettare qualcosa di diverso dalla maggioranza, seguendo come gli animali l’istinto della conservazione e dunque volti a perpetrare -senza metterlo in discussione- ciò che ha concesso alla specie di andare avanti fino a quel momento.

Per compensare l’aver parlato di questa destra socialista, ora citerò Engels in una delle sue lettere a Marx:

«I pederasti [ndr: vezzeggiativo per “omosessuali”] iniziano a contarsi e scoprono di formare una potenza all’interno dello Stato. Mancava solo un’organizzazione, ma secondo questo libro sembra che esista già in segreto. E poiché contano uomini tanto importanti nei vecchi partiti ed anche nei nuovi, da Rösing a Schweitzer, la loro vittoria è inevitabile. D’ora in poi sarà: “Guerre aux cons, paix aux trous de cul!”» (Guerra alla gnocca, pace ai buchi di culo!)

L’enfasi sull’individualità nell’Illuminismo, la natura individualista del libero scambio e della libera associazione e la domanda di diritti individuali hanno indotto naturalmente a pensare più attentamente alla natura dell’individuo e a riconoscere gradualmente che la dignità dei diritti individuali deve essere estesa a tutte le persone.

Attualmente, molti omosessuali commettono l’errore di identificarsi in un gruppo di appartenenza, anziché identificarsi nella loro lotta per la conquista dei diritti individuali. In questa maniera non fanno altro che utilizzare lo stesso metodo dei loro avversari: creare un pensiero comune e autocefalo per contrastare un pensiero comune e autocefalo. (Benché di cefalico non ci sia molto, nella negazione dei diritti omosessuali)

I diritti individuali sono gli stessi per qualsiasi altra persona, è molto più equo  lottare maggiormente per i diritti individuali di libertà di scelta che per specifici diritti per gruppi, poiché ciò crea distinzioni e/o privilegi per i gruppi stessi.

Sessualità e Stato Autoritario

L’espressione sessuale umana può articolarsi in molteplici forme basate sulla scelta volontaria. La cultura occidentale ha la tendenza a limitare, inscatolare ed enumerare le possibilità delle persone; tutto ciò talvolta avviene tramite leggi, le quali non hanno più funzione limitativa bensì di catalogazione: ci dicono tutto ciò che possiamo fare, anziché ciò che non possiamo fare.

Per cui, gli individui non vengono più lasciati agire nella libertà, ma nel campo ristretto creato dalle leggi, non possono più effettuare scelte singolari riguardanti le questioni più intime, come religione e sessualità, venendo obbligati dalla società a dichiararsi cattolici, islamici, atei, oppure eterosessuali o omosessuali. Ciò che dovrebbe essere intimo, spesso diventa una bandiera alla vista di tutti.

Fino al 1750 circa gli uomini, in tutto il mondo occidentale, catturati in atti omosessuali furono bruciati al palo. Perché fino al 1750? Da allora una filosofia si stava diffondendo nel mondo occidentale, le cui dottrine individualistiche e umane dovevano alterare gli atteggiamenti pubblici e i codici legali. Questo era il liberalismo classico o, come direbbero ora, il libertarianismo, che insisteva nel limitare il potere dello Stato ad un minimo assoluto.

Così Jeremy Bentham, filosofo classico liberale e teorico legale, ha concluso che gli atti omosessuali volontari non dovrebbero essere vietati dalla legge, in quanto “crimini fittizi”, al massimo che danneggiano nessuno ma i partecipanti liberi. E John Stuart Mill, nel 1859, nel suo classico libertario On Liberty, ha presentato il seguente principio che, più di ogni altra formulazione, ha contribuito a liberare le persone gay dall’oppressione legale nel mondo inglese:

L’oggetto di questo saggio è quello di affermare un principio molto semplice come il diritto di governare i rapporti della società con l’individuo tramite compulsione e controllo […] Il principio è che il solo fine per cui l’umanità è tenuta, individualmente o collettivamente, ad interferire con la libertà d’azione di qualunque numero di essi è l’autoprotezione […] Il suo bene, fisico o morale, non è un mandato sufficiente […] Su di sé, sopra il proprio corpo e la propria mente, l’individuo è sovrano.

A causa del clima di opinione del loro tempo, la maggior parte dei liberali classici erano troppo prudenti per trarre le implicazioni logiche della loro filosofia specificamente per l’omosessualità; con il tempo è diventato sempre più evidente che la sovranità dell’individuo su sé necessariamente includeva le scelte sessuali.

 

Il punto di vista Individualista

Gli individualisti, i liberali ed i libertari non hanno mai dovuto sollevare la propria coscienza sul tema della “liberazione omosessuale” né costringerla a concedere anche agli omosessuali di essere cittadini di serie A, siccome lo erano già in partenza: un individualista promuove la piena libertà di sviluppo individuale per ogni persona, dunque crede implicitamente ai diritti gay.

Sul lungo termine, le persone omosessuali non avranno bisogno dell’aiuto dello Stato, non appena il progresso dei loro diritti e la relativa accettazione da parte della società saranno bisogni completamente espletati. Inoltre, è lo Stato stesso che ha per secoli demonizzato la figura degli omosessuali, condannandoli a morte o a rinnegare la propria sessualità, dunque come nessun individuo dovrebbe usare lo Stato e l’Autorità per imporre le proprie idee, nessuno dovrebbe imporre l’accettazione dell’omosessualità, benché sia un giusto principio individuale: ciò che lo Stato può imporre è il rispetto delle altrui Libertà, ma non deve opprimere chi la pensa diversamente.

Un accenno alle unioni civili: la vera questione che dovrebbe essere affrontata è il motivo per cui qualsiasi relazione richiede che la sanzione del governo sia valida. Non esiste alcuna funzione intrinseca che il governo esegue in un rapporto omosessuale o eterosessuale. Le licenze di matrimonio sono un buon flusso di entrate per lo Stato, ma non sono necessarie per un rapporto funzionale e soddisfacente. La classica risposta liberale al problema del matrimonio gay è quella di sostenere l’abolizione di tutte le licenze di matrimonio. Rimarranno quelle previste dalla religione, poiché il matrimonio è effettivamente un rito religioso.  Se ci sono certi diritti di eredità e determinazioni mediche, questi dovrebbero essere eseguiti contrattualmente indipendentemente da qualsiasi relazione matrimoniale o romantica. Allo stesso modo, se voglio designare un amico con cui non condivido una relazione romantica per questi stessi diritti, tale accordo dovrebbe essere consentito e supportato. Le licenze matrimoniali correnti dovrebbero essere eliminate e sostituite da una “licenza di reciproca dipendenza” o equivalente che consente agli individui di stabilire i diritti tradizionalmente associati al matrimonio, indipendentemente dalla natura della loro relazione o dal sesso di ciascun partner.

Su tutti questi aspetti – e su tanti altri – gli individualisti ed i liberali hanno adottato posizioni destinate a spostarci verso una società sostanzialmente più libera di quella che abbiamo ora. E nel nostro impegno verso un mondo dove gli omosessuali avranno la stessa opportunità di significato e dignità nella vita di tutti gli altri esseri umani, nessun altro ideale politico e filosofico potrà attaccarci.

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