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Pensioni e sanità: avere il Diritto di Scegliere

In Politica, Società

Da troppi anni ci dicono che sono i Governi a dover provvedere al cittadino nei momenti difficili.
Da troppi anni ci dicono che solo i Governi devono gestire – perché le persone singole e il mercato non sono in grado – alcuni servizi fondamentali per il cittadino.

In passato i cittadini erano, in un certo qual modo, dei sudditi. Poi con il passare del tempo siamo diventati dei clienti che pagano un servizio (le imposte o le tasse) e ricevono un servizio da parte dello Stato (Sussidi, Energia Elettrica, RAI, Acqua, Sanità, Scuola, Pensione).

Sembrerebbe un normalissimo scambio tipico dei supermercati o di qualsiasi altro luogo. Tu paghi e l’altro ti offre un servizio. In realtà non è così, perché uno scambio, per essere considerato tale, deve avere anche due elementi: la volontarietà e la libera scelta.

Sono due elementi che vanno di pari passo. Vado in quel luogo ad acquistare qualcosa volontariamente e scelgo liberalmente che cosa acquistare. Ecco, nel rapporto cittadino-Stato questo non avviene. Basti pensare alla Sanità, noi paghiamo le tasse, ma quando ci apprestiamo a prenotare una visita attendiamo che ci venga comunicato il medico che ci riceverà, il luogo e la data. Prendiamo anche le pensioni e siamo obbligati a pagare i contributi all’INPS, senza avere la possibilità di poter cambiare.

Manca da troppo tempo un movimento liberale che sappia porre l’accento sulla libertà di scelta. Noi dobbiamo essere liberi di scegliere da chi farci gestire le pensioni. Diamo la possibilità alla persona di scegliere se sia l’INPS o qualsiasi altra azienda, ad occuparsi della propria pensione.

Ma non solo pensioni. Anche nella sanità può esserci la libertà di scelta. Immaginiamo di avere un Buono Sanità, un microcredito di 1000€ dato dallo Stato, con cui noi possiamo scegliere da chi farci curare. In questo caso, noi paghiamo lo Stato che ci offre un servizio, ma siamo noi a scegliere esattamente dove. Come in qualsiasi rapporto commerciante-consumatore.

Potrebbe essere una vera rivoluzione della nostra quotidianità. Lo Stato può essere meno presente garantendo comunque i servizi fondamentali, dando a noi cittadini la possibilità di scegliere.

Probabilmente per qualcuno è un tipo di politica troppo avanti per l’Italia. Diciamo che siamo stati abituati a tutt’altro. Spetta a noi liberali insistere in questa direzione e far capire che lo Stato non può e non deve decidere sulle nostre questioni. Far capire che solo noi possiamo decidere, come in qualsiasi rapporto della nostra vita.

Siamo abituati a certi interlocutori politici che si lamentano dello scarso servizio offerto dallo Stato ai cittadini. Però nessuno mette in discussione la figura dello Stato come “gestore di Servizi”. Noi liberali vogliamo mettere in discussione le attuali funzioni dello Stato per proporne altre. Lo Stato non dovrà più scegliere per noi, ma solo e soltanto noi.

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