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Altruismo Liberale VS Egoismo Socialista

In Politica, Sociologia

Ciascuna persona vive anche di interessi. Gli interessi possono essere di diversa natura, da quello professionale o personale privato. Dicono che avere interessi sia la parte egoista della persona, in quanto – se viene soddisfatto – raggiunge il principale fine della felicità individuale. Per soddisfare un bene, vengono adottate diverse misure, come chi sacrifica un bene minore per uno maggiore domani. In Italia, però, troviamo persone che per raggiungere o soddisfare il proprio interesse, piuttosto che adottare una scelta ben precisa, preferisce ricorrere ad una sorta di “amico di supporto”, come lo Stato.

Prima di continuare vorrei mettervi la citazione di Mano Invisibile di Adam Smith (La ricchezza delle Nazioni)

Non è certo dalla benevolenza del macellaio, del birraio o del fornaio che ci aspettiamo il nostro pranzo, ma dal fatto che essi hanno cura del proprio interesse. Noi non ci rivolgiamo alla loro umanità, ma al loro egoismo, e con loro non parliamo mai delle nostre necessità, ma dei loro vantaggi. Nessuno che non sia un mendicante dipende principalmente dalla benevolenza dei suoi concittadini…

Perché ho voluto inserirvi la citazione di Adam Smith? Perché se il pensatore scozzese vedeva il Libero Mercato attraverso l’egoismo dei partecipanti al mercato, in Italia direi che il nostro egoismo è da definire “socialista”. Il socialismo può creare egoismo? Come potrebbe un pensiero favorevole al collettivismo , diffondere l’egoismo tra i cittadini?
Nel Secondo Dopoguerra, in Italia come in Europa, i partiti socialisti erano in grande ascesa. Le gravi difficoltà sociali ed economiche causate dalla guerra, ha innescato una grande competizione tra i partiti nell’offrire livelli sempre più alti di benessere. Questa competizione aveva diffuso la convinzione che il Governo fosse in grado di fare qualsiasi cosa ed erano proprio i socialisti che proponevano di estendere in modo massiccio l’intervento statale. L’interventismo dello Stato e il Clientelismo Elettorale degli anni settanta-ottanta – ben descritto dalla canzone “Prima Repubblica di Checco Zalone – hanno arricchito tanti cittadini, indubbiamente. Probabilmente a discapito di chi sarebbe venuto dopo, come noi giovani, ma in quell’epoca  – tra svalutazioni e inflazioni – chi governa e chi era governato non erano consapevoli degli effetti futuri. Poi è arrivato l’Euro che ha posto fine all’era della svalutazione e le politiche di assistenzialismo no-limits subì una brusca frenata. Se prima l’economia italiana era drogata da aiuti, sussidi, servizi gratuiti o caste professionali protette, nel Duemila iniziò una fase di minimalismo conservatore. Non più fare, ma proteggere quello che è stato costruito nei decenni precedenti.

Ma perché ho scritto “Altruismo Liberale VS Egoismo Socialista”? Perché se da una parte i cittadini chiedono “Meno Tasse” e “Più Libertà di fare in Economia”, quando riguarda il proprio orticello – che sia la famiglia, che sia il posto di lavoro, che sia il proprio commercio di riferimento – si diventa improvvisamente socialisti. Per carità non tutti sono così, ma ci sono persone che chiedono “Meno Tasse” ma anche il Reddito di Cittadinanza, chiedono “Meno Tasse” ma una Sanità Efficiente e Gratuita, chiedono “Meno Tasse”  ma anche Vietare le Delocalizzazioni. Perché questo succede? Perchè finchè tutto procede bene, vogliamo essere liberi, ma quando si avverte un problema, ecco che si tende a chiedere al Governo di risolvere il problema. La politica invadente, paternalista e onnipresente dei partiti, nel corso della Prima Repubblica, ha diffuso l’idea che i cittadini non sono in grado di risolvere i problemi che riguardano la propria vita e la propria famiglia. Con le politiche realizzate negli anni sessanta-settanta, la politica si è inserita in un numero davvero grande di decisioni, che in realtà spettavano ai cittadini.
Questo ha portato i cittadini a pensare che ha il diritto di “chiedere aiuto” per qualsiasi problematica.

Noi del L’Individualista Feroce non siamo d’accordo con questa mentalità. Noi siamo per l’incoraggiamento della diversità e della scelta personale, per la ricompensa all’abilità e all’impegno nel lavoro, per porre limiti contro l’eccessivo potere dello Stato e per favorire la più ampia distribuzione della proprietà privata individuale. Smettiamola di fare finta di essere antisocialisti e dimostra, alla prova dei fatti, di essere dei perfetti socialisti.

Per chiudere, mi sembra giusto incollare un’altra citazione di Adam Smith riferita ancora alla Mano Invisibile e a quel sano individualismo che può essere davvero più utile dell’altruismo.

[…] Ogni individuo si sforza di impiegare il proprio capitale in modo che il suo prodotto possa essere di grandissimo valore. Generalmente non intende né promuovere il pubblico interesse, né sa quanto lo sta promuovendo. Si prefigge solo la sua sicurezza, solo il suo guadagno. In ciò è guidato da una mano invisibile per prefiggersi un fine, che non ha nessun interesse della sua intenzione. Perseguendo il suo interesse spesso promuove quello della società più efficacemente di quanto realmente intenda promuoverlo

 

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