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Università, immigrazione e legge Fornero

In Politica

Il 4 marzo si sta avvicinando e noi cari cittadini siamo attesi alle urne per eleggere il partito che riteniamo più opportuno. Nell’ultimo periodo, soprattutto, ogni leader politico sta proponendo e promettendo riforme o decreti che possano convincere quel cittadino in particolare a votarlo.

Ho intenzione di esporre e discutere riguardo ad alcune riforme o idee che vorrei venissero trattate dalla politica; premetto che ciò di cui vi andrò a parlare sono idee e affermazioni prettamente personali e adibite al solo scopo di discuterne insieme a voi, in primis, e successivamente di darvi una chiara idea della concezione che ho della politica e di alcuni suoi aspetti.

Introdurrei il mio programma discutendo sul tema molto combattuto dell’università. E’ necessario proporre e definire un nuovo piano d’investimento per incrementare il numero di iscritti e per permettere agli studenti di accedere a borse di studio e programmi interculturali. Altra parola d’ordine è “Migliorare” l’organizzazione universitaria e la qualità dei servizi, al fine di assicurare un percorso universitario che guidi lo studente  nell’acquisizione di un titolo di studio di qualità e che lo porti ad inserirsi nel mercato, cercando il più possibile di far combaciare domanda e offerta.

Riguardo al tema dell’immigrazione è opportuna un’accurata rivisitazione della legge Bossi-Fini con l’introduzione di nuove norme al fine di migliorare l’integrazione e la capacità di accoglienza ma allo stesso tempo limitare gli sbarchi e l’accesso per mantenere sicurezza, ordine ed equilibrio.

Infine l’ultimo punto da trattare è la legge Fornero, molto discussa e criticata nel corso degli anni. Alcune forze politiche propongono la cancellazione della legge in soccorso degli esodati, ovvero di tutti coloro che, raggiunta una soglia di età prestabilita, erano in procinto di andare in pensione ma ciò è stato impedito con l’approvazione del decreto in questione. La Fornero prevedeva l’aumento della soglia di età (a 67 anni) per permettere una continuità lavorativa aggiunta. Il sistema contributivo è indubbiamente migliore di quello retributivo ma presenta delle carenze di un certo spessore. La mia proposta è una modifica radicale ma razionale della Fornero, riducendo la soglia di età pensionistica e provvedendo a elaborare un piano di anticipazione del “reddito pensionistico minimo”, soltanto se il cittadino o cittadina in questione ha lavorato per un sostanzioso numero di anni e ha pagato la somma richiesta di tributi allo Stato, riducendola leggermente, istituendo un sistema pensionistico contributivo a capitalizzazione, in alternativa al metodo retributivo.

Concludo esortandovi a leggere i programmi elettorali che ogni partito ha pubblicato sul proprio sito e di riflettere sulla vostra scelta senza essere influenzati da altre persone, votate ciò in  cui credete e per cui siete convinti, consapevoli del fatto che è possibile cambiare il nostro Paese per il meglio di tutti. Ci rivediamo al prossimo articolo!

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