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Le 10 regole per essere un cittadino migliore e libero

In Filosofia

Eh sì, ci sono cittadini migliori e cittadini peggiori di altri. Questo perché non siamo tutti uguali, ma spero che se stiate leggendo queste righe abbiate già assimilato l’idea che l’uguaglianza sostanziale non esiste.

Premettendo che non sono un guru, la nostra associazione non è life coaching e quanto elencato sarà perlopiù una lista di doveri categorici kantiani, partiamo con le 10 regole:

  1. Metti sempre in discussione quello che stai dicendo, anche se sei saldo nelle tue convinzioni non ti farà mai male un atto di umiltà, potresti scoprire di dover fare un passo indietro e/o rivedere le premesse da cui eri partito; fossilizzarsi sui concetti, talvolta li rende pregiudizi. E nella comunicazione con gli altri, è sempre un bene non avere pregiudizi, soprattutto in un confronto può servire per far capire all’interlocutore chi è davvero quello “aperto”.
  2. Cerca sempre la competizione, prima che con gli altri, con te stesso. Se vuoi essere migliore, anzitutto devi essere migliore di quello che eri ieri e domani dovrai essere migliore di oggi. Vai in palestra, leggi, informati. Soprattutto: non provare odio e invidia. Quelle cose lasciale a chi vuole fare lotte di classe e imbrattare di sangue i muri, a chi vede in chi sta meglio un nemico anziché una persona autorealizzantesi.
  3. Abbi coerenza: riconduci ciò che dici e che fai a ciò che pensi, affondando i tuoi pensieri nei valori fondamentali in cui credi. Molto spesso capita di criticare qualcuno che commette i nostri stessi errori, è lecito? Se lui può, posso anch’io? Se lui non rispetta i miei valori, devo non rispettarli anche io? Ecco, diciamo che questa logica non regge.
  4. Non sprecare il tuo tempo: “Potrò pur perdere una battaglia ma non perderò mai un minuto” disse Napoleone, “Dormi 6 ore e te ne rimangono ancora 18. Sei ore sono poche? Allora dormi più velocemente” disse Schwarzengger ai laureandi della University of Southern California. Il tempo è alla base dell’autorealizzazione dell’Individuo, dunque non sprecarlo e programma le tue giornate per raggiungere i tuoi obiettivi.
  5. Agisci, non nuocere a nessuno, ma fallo: hai un’idea che non comprenda genocidi di massa, oppressione di persone e la sua applicazione non nuocerà a nessuno? Allora, devi necessariamente realizzarla. Fregatene del tempo che non passerai giocando a League of Legends o poltrendo sul divano (ut supra), se questa idea migliorerà te, contribuirà indubbiamente a migliorare la società. Perché è sempre così, la società migliora grazie alle fatiche dei singoli Individui, che lo facciano egoisticamente o meno.
  6. Assumi le tue colpe e responsabilità: l’Individuo è responsabile del suo destino e di tutto ciò che fa, prima di dare le colpe al sistema, agli altri, alla situazione, prima di dire che ce lo chiede l’Europa, fatti un esame di coscienza. Forse, quello che hai fatto, avresti potuto farlo meglio. Anche quella proposta di legge di cui non ti sei assunto la responsabilità. E se supererai l’esame introspettivo e scoprirai di aver dato il massimo, ma di aver fallito lo stesso, sii fiero di te.
  7. Pensa e ragiona: ciò che ci distingue dai comuni animali è l’uso dell’intelletto, della ragione e del pensiero. Sii sempre consapevole delle tue scelte, sii sempre sicuro delle parole che usi. Non avere pregiudizi: cerca le certezze, le evidenze fenomenologiche.
  8. Rispetta gli altri Individui, il solipsismo è passato di moda ed è ovvio che esistano anche altri Individui. Dunque, non tollerare l’intolleranza e i soprusi, non essere omertoso. Questo è il primo passo per la costruzione del capitale civico: avere il coraggio di combattere contro le ingiustizie, contro l’omologazione, contro il pensiero unico e totalitario.
  9. Relazionati con gli altri. Gli uomini come gli alberi «si costringono reciprocamente a cercare l’uno e l’altro al di sopra di sé, e perciò crescono belli dritti, mentre gli altri, che, in libertà e isolati fra loro, mettono rami a piacere, crescono storpi, storti e tortuosi.» Sempre secondo Kant, il diritto consiste nella «limitazione della libertà di ciascuno alla condizione che essa si accordi con la libertà di ogni altro» Ecco perché relazionarsi con gli altri è fondamentale per crescere, per accrescere il proprio bagaglio culturale, emozionale, civico.
  10. Non imporre la tua morale e non accettare che qualcuno la imponga a te. Se combattiamo contro lo Stato Etico non è perché la battaglia è fine a sé stessa, ma è perché non ci sta bene la coercizione. Sempre il buon Kant diceva “Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me“, benché la frase venga usata nelle descrizioni di Instagram da adolescenti sedicenti adoni alle prese col nozionismo scolastico, esprime un chiaro quanto affascinante messaggio: la morale viene da dentro, non da fuori. Così come non possono costringerti ad amare qualcuno, a essere solidale verso qualcuno, a spenderti per qualcosa in cui non credi, allo stesso modo non imporlo tu a nessun altro.

 

Ecco il decalogo del cittadino liberale. Indubbiamente questi non saranno i nuovi 10 comandamenti del Liberalismo, ma sono 10 punti importanti di cui dovremmo tener sempre conto, a mio avviso.

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