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Come riconoscere un costruttivista e perché evitarlo

In Attualità

Devo ammettere una mia debolezza: tutto ciò che ha scritto e che sostiene Friedrich von Hayek, per me è Vangelo. Mettendo da parte gli scherzi, l’economista (economista è un pelo riduttivo) austriaco, è il mio autore di riferimento per quanto attiene la sfera del liberalismo.

Non starò qui a dissertare l’ampissimo concetto di liberalismo (classico) hayekiano, oggi mi soffermerò sulla grande differenza egli sottolinea tra costruttivisti, per me il male assoluto, e evoluzionisti.

Il Nostro, definisce il costruttivista come colui che crede alla costruzione della società da parte dell’uomo, con caratteristiche scelte a suo piacimento e che questa società possa essere guidata dall’alto nella direzione che l’uomo stesso desidera e che ritiene più opportuna. E’ ben evidente che questo approccio nei confronti della società non può essere liberale. Il liberale vero, sa che la società si plasma autonomamente in base al meccanismo dell’ordine spontaneo, somma di tutte le infinite azioni dei singoli che agiscono nella direzione del raggiungimento dei propri fini. “Guidare dall’alto” la macchina della società è un’azione che un liberale autentico non può che guardare alla stessa stregua di come guarderebbe un comunista pianificare l’economia di un paese in modo accentrato. Chi può avere un sistema di conoscenze così ampio e particolareggiato tale da poter indirizzare tutti gli aspetti della società sulla via “giusta”? Stiamo forse parlando di un uomo o di un gruppo di persone che detengono la verità assoluta in merito a ogni campo della vita?

Il liberale pretto, crede nel lassez faire, non indica la giusta via al cambiamento, egli sa che l’agire dell’individuo orientato al proprio bene ed al raggiungimento dei propri fini porterà ad un’evoluzione, senza conoscere il risultato finale di questo meccanismo e senza pretendere di volerlo sapere.

L’atteggiamento costruttivista tende a creare conflitto, in quanto i portatori di questa via di pensiero tenderanno ad imporre la loro visione agli altri, credendo di conoscere la retta via, la giusta strada per il bene di tutti.

Come si riconosce un costruttivista?

Semplice, egli saprà sempre cosa è giusto e sbagliato, per sé e per gli altri. Egli dispenserà consigli e prevederà sempre l’end state di ogni alternativa d’azione in ogni campo. Egli tenderà sempre a imporre il proprio pensiero, essendo questo quello più adeguato al raggiungimento del bene comune (che non esiste, per altro).

Egli detiene la verità assoluta.

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