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Europa 2025: 5 possibili scenari

In Attualità, Geopolitica, Politica

Dopo aver assistito in meno di 2 anni alla Brexit e all’ascesa del populismo in Europa, ma anche alla vittoria di Emmanuel Macron ed ad un rinnovato interesse generale per il futuro dell’Unione, l’unica cosa che ritengo di poter affermare con certezza è che l’euroscetticismo è qui per restare, che non può essere più trattato come un malessere temporaneo, e che deve essere urgentemente affrontato.

A tale scopo si è aperto, in seno agli organismi politici di tutta Europa, un acceso dibattito sullo stato attuale dell’Unione e sul tipo di UE da costruire in futuro, nel caso si scelga di proseguire lungo la strada dell’integrazione. In merito a questo dibattito trovo molto interessante un breve documento, presentato il 1° marzo 2017 al Parlamento europeo dal presidente della Commissione Juncker: il Libro Bianco sul futuro dell’Europa.

In questo documento vengono descritti 5 possibili scenari per la futura evoluzione dell’UE post-Brexit da oggi al 2025, ognuno dei quali presenta diverse incognite ed opportunità.

  • Avanti così 

L’UE prosegue lungo il suo corso attuale, procedendo per piccoli passi in tutti i settori principali, senza grandi riforme. Sul piano pratico ciò significa modesti progressi nel completamento dell’unione economica e monetaria e una più stretta cooperazione militare fra i singoli Stati membri. Senza ombra di dubbio questo scenario rappresenta più un modello teorico che una proposta concreta, in quanto l’instabilità che mina alla base l’UE non può essere risolta da mezze riforme e compromessi tardivi.

  • Solo il mercato unico 

L’UE si stringe attorno al mercato unico europeo, la sua politica comunitaria più popolare e di maggior successo, ritirandosi progressivamente dagli altri settori e perdendo gran parte del suo carattere di unione politica, a favore di un unione principalmente economica, come l’ASEAN in Asia ed il Mercosur in Sud America. Il mercato unico rappresenta senz’altro uno dei vincoli più importanti fra gli Stati europei, ed è soprattutto la potenza economica dell’UE la sua fonte principale di soft power. Ciononostante, nel mondo multipolare emergente, per difendere efficacemente i propri interessi non si può abdicare all’hard power, al potere politico e militare, pertanto un’Unione Europea meramente economica sarebbe a mio avviso priva di scopo.

  • Chi vuole di più fa di più 

A causa dell’impossibilità di raggiungere un accordo globale fra tutti gli Stati membri sulle riforme da attuare, si forma un gruppo di Stati interno all’UE che decide di spingersi decisamente in avanti sulla strada dell’integrazione, lasciando ad ogni altra nazione la possibilità di seguire tale esempio secondo la propria capacità e la propria volontà. Questo è lo scenario “Europa a più velocità” sostenuto da Emmanuel Macron, che prevede l’unificazione politica dell’Eurozona con tanto di Parlamento e Ministro delle Finanze comunitari. Inevitabilmente, pertanto, i Paesi restii ad adottare l’Euro o a cedere tutta la loro sovranità finirebbero col diventare la periferia dell’Unione, aggravando la divisione fra l’Europa occidentale e quella dell’Est,in particolare i paesi del Gruppo di Visegrad, creando così una sorta di nuova “cortina di ferro”.

  • Fare meno in modo più efficiente 

Per salvaguardare sia l’unità che l’efficienza dell’UE, l’Unione adotta un modello confederale, restituendo parte delle sue prerogative e del suo controllo ai singoli Stati membri, soprattutto in ambito di politica economica, ma allo stesso tempo altre competenze vengono centralizzate a livello europeo, stabilendo quindi una difesa ed una politica estera comunitarie. A mio parere si tratta dello scenario più auspicabile, in quanto l’identità dei singoli Stati viene rispettata, il processo decisionale dell’Unione risulta più snello, veloce e quindi efficace nel rispondere alle crisi, e soprattutto l’Europa parla con una voce sola sulla scena mondiale.

  • Fare molto di più insieme 

L’UE si evolve in senso federale, trasformandosi negli Stati Uniti d’Europa. I singoli Stati membri cedono quasi interamente la loro sovranità, creando un forte governo federale sul modello degli Stati Uniti. Tutti i settori, dalla difesa alla politica economica, vengono centralizzati a livello federale, dando origine ad un vero e proprio superstato. Potremmo definire questo lo scenario Leviatano, che centralizzando ogni potere a Bruxelles non sarebbe altro che benzina sul fuoco del populismo, un novello impero Austro-Ungarico non meno inviso ai suoi cittadini del precedente.

Infine, una doverosa precisazione. Sebbene sia europeista, non ritengo affatto che l’Unione Europea sia una necessità storica, in quanto credo che le necessità storiche non esistano. Penso che rappresenti una possibilità storica, di cui vale la pena esplorare fino in fondo la validità.

 

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