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Analisi liberale sul discorso di Conte

In Attualità

Ho ascoltato Conte, che poco fa ha concluso il suo discorso programmatico dinanzi al Senato della Repubblica. Ritengo sia doveroso scrivere due parole, vista la mancanza di forze liberali in Parlamento.

Il presidente del consiglio ha pronunciato un discorso molto ideologico, nonostante abbia detto che la vittoria elettorale della Lega e del Movimento 5 Stelle sia figlia della fine delle ideologie, criticando chi indica questa coalizione con nomi come comunismo o fascismo, oppure destra o sinistra.

Ecco la mia analisi su ciascun punto affrontato da Conte.

Assistenzialismo e sanità

Su questo punto, Conte ha eliminato qualsiasi dubbio. Non sarà una politica liberale. Nonostante, abbia detto che la sua intenzione sia quella di tutelare i cittadini, ha annunciato di voler ripristinare quelle politiche sociali, criticando la linea, adottata negli ultimi anni, di coloro che hanno tentato di smantellarla. Considerato che oggi spendiamo il 22% e il 19% per assistenzialismo e sanità, mi chiedo a cosa si riferisca il nuovo presidente, se è consapevole di questi numeri. Vuole aumentare la spesa pubblica per sanità e assistenzialismo? Con quali soldi? Visto e considerato che punta a diminuire il debito pubblico, mi spiega come riuscirà a rafforzare la sanità pubblica e finanziare il reddito di cittadinanza? Basterà davvero togliere il vitalizio?

Ma come ho detto prima, il discorso del nuovo presidente è stato molto ideologico, con frasi completate da parole come “con tutti i mezzi”, dato che il presidente non ha dato molte spiegazioni.

Flat Tax

Ritengo che sia un progetto di riforma troppo complesso per essere adottato. Qui non si tratta di scegliere tra sistema di tassazione proporzionale e sistema di tassazione progressivo, ma del fatto che prima di adottare una riforma fiscale di tali dimensioni, l’Italia necessita prima di una parallela riforma della spesa pubblica. Ma questa riforma della spesa pubblica non è prevista, se consideriamo che Conte ha l’intenzione di istituire il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza e rafforzare la sanità. Anzi, sono sicuro che il livello della spesa crescerà sicuramente.

Corruzione

Inutile spiegare che la lotta alla corruzione è una sfida importante che chiunque nel suo piccolo dovrebbe portare avanti. Però bisogna essere consapevoli che quando andiamo incontro all’utopia, certe parole rischiano di essere davvero inutili. Parole come “fuori la mafia dallo Stato”, gridato dai senatori grillini, rischiano di diventare vuote. Vorrei ricordare che non sono le persone che rovinano il sistema, ma è il sistema che rovina le persone. Gronchi, presidente della repubblica tra il 1955-1962, diceva, in riferimento all’industria pubblica che, rispetto a quella privata, riesce a sopravvivere senza profitti. In quell’epoca creare debito era normalità e le parole di Gronchi rispecchiano la natura dello Stato, cioè un’entità che se, inserita in troppi ambiti, rischia di oltre la sua natura. Uno Stato inserito in troppi ambiti, come quello italiano, è normale che finisca nelle mani del clientelismo e della corruzione. La migliore soluzione contro la corruzione non è il controllo, ma meno Stato, ridurre lo Stato e la riduzione della spesa pubblica.

Immigrazione ed Europa

Conte ha mandato segnali positivi sia all’Unione Europea e sia alla Russia. Davvero poco credibile, considerando i rapporti tra le due istituzioni. Per dare un giudizio, occorrerà attendere i primi passi del governo sul piano estero. Per quanto l’immigrazione, propone la riforma della Convenzione di Berlino, soprattutto in riferimento alle tempistiche per le richieste di asilo e di protezione internazionale, non spiegando che il primo paese burocratico è proprio l’Italia.

Complessivo

Da liberale non possiamo essere ottimisti rispetto alle parole pronunciate dal nuovo presidente del consiglio. La linea giusta per l’Italia è quella di diminuire la spesa pubblica, non di aumentarla. La sanità pubblica va smantellata, no rafforzata. L’assistenzialismo va smantellato, no rafforzata. Pertanto, non ci resta che sfruttare le falle stataliste e socialiste che farà emergere, durante il percorso di governo, per far capire ai cittadini perché servono delle riforme liberali. No Fiducia, da parte mia.

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