2000€ al mese? Per lo Stato sei ricco..

In Attualità, Società

Nei giorni passati, uno dei temi maggiormente affrontati è stato quello della Flat Tax, la tassa unica proporzionale. Sinceramente, non è stato un bellissimo spettacolo, anche perché abbiamo assistito ad una serie di attacchi continui che, da una parte all’altra, hanno confuso molto gli italiani. La discussione è stata posta soprattutto sullo scontro poveri e ricchi, nel quale i primi potrebbero essere i principali penalizzati dalla Flat Tax e i secondi potrebbero ritrovarsi avvantaggiati. Non è mio interesse continuare su questa discussione, anche perché ritengo sia inutile riformare il sistema fiscale senza una parallela riforma della spesa pubblica.

In questo articolo, cercherò di affrontare un problema poco affrontato da tutti i principali interlocutori politici, ovvero il ceto medio. Ma che cosa vuol dire ceto medio? Il ceto medio sono coloro che hanno la fortuna di aver almeno un reddito felice o due redditi discreti, ma hanno la sfortuna di non potersi considerare delle persone ricche. Con ceto medio intendo un reddito che va da un minimo di 24000€ ad un massimo di 60000€, perché ritengo che in questa fascia di reddito ci sia quella parte dell’Italia che deve stare attento a non fare il salto più lungo della gamba, deve prendersi delle precauzioni da eventuali imprevisti. Sono quelle persone che non si possono considerare ricche, ma secondo lo Stato sono persone ricche. Infatti non godono di esenzioni, devono pagare le tasse ordinarie e l’Irpef è particolarmente oneroso.

Queste sono le persone principalmente colpite dalla pressione fiscale e dal livello della spesa pubblica, eccessivamente alte.

Come la pressione fiscale distrugge la ricchezza

Come ben sapete noi abbiamo un sistema fiscale progressivo, ossia l’aliquota d’imposta aumenta all’aumentare dell’imponibile, pertanto una famiglia con un reddito di 24000€ annuo che equivale ad una persona che prende 2000€ al mese, si ritroverà a pagare un 4% di tasse in più rispetto all’aliquota precedente (23% vs 27%). Ebbene, una persona che prende 2000€ al mese, quindi parliamo di uno stipendio normalissimo, niente di eccezionale, è giusto che si ritrovi a pagare così tanto di più di tasse? Rispetto ad una persona che prende 1000€ al mese, sicuramente è più ricco, ma non può essere considerato “solido” dal punto di vista economico. Non solo, prendiamo una famiglia con un reddito di 24000€, un’altra con un reddito di 19000€. Nonostante la differenza sia solo di 5000€, la differenza in termini di tasse è abissale, anche molte delle esenzioni statali hanno come requisito quello di avere un reddito al di sotto dei 20000€. Però lo Stato dimentica che 5000€ annui equivalgono a 416€ al mese di differenza.

Come la spesa pubblica contribuisce a indebolirti

Se la pressione fiscale ti danneggia, la spesa pubblica riesce a darti un bel colpo di grazia. Tendenzialmente, sono le spese come pensioni, assistenzialismo e sanità pubblica che riescono a indebolire i cittadini. Se consideriamo che le tasse sono più alte, vuol dire che il cittadino che prende 2000€ al mese pagherà di più per un servizio che difficilmente avrà modo di usufruire. Il paradosso è che un cittadino che ha un reddito annuo tra 24000€ e 60000€, può permettersi una sanità privata, può permettersi di investire su stesso e sulla propria famiglia, può permettersi di investire su una pensione privata, ma riuscirci è molto difficile perché il livello di spesa pubblica è talmente alto che il reddito, al netto delle tasse pagate, diventa troppo piccolo per poter pensare al futuro. Quindi il cittadino paga la sanità a qualcun altro, paga la pensione a qualcun altro, magari un domani potrebbe pagare il reddito di cittadinanza a qualcun altro, ma alla fine dei conti si ritrova in difficoltà nel sostenere la propria pensione e la propria sanità.

In conclusione, questo ci deve far riflettere e far capire che se noi facciamo una riforma drastica della spesa pubblica, anche chi prenderà 1500€ o 2000€ potrà progettare il proprio futuro. Di questo passo, chi lavorerà sarà più in difficoltà di chi non produce alcun reddito e “campa” grazie al reddito di cittadinanza.

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