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Due proposte esplosive per il debito pubblico

In Attualità, Economia, Politica

Da parte di giornalisti e politici sento troppo spesso parlare di due proposte riguardanti deficit e debito pubblico. Queste due mirabolanti misure sono una minaccia per i conti pubblici e per le tasche degli italiani.

La prima proposta che porgo alla vostra attenzione è lo scomputo degli investimenti dal calcolo del deficit annuale. In parole povere, nel bilancio pubblico si considererà disavanzo solo spese correnti meno entrate senza tenere conto di quelle spese considerate investimenti. Se passasse una misura del genere, sono sicuro che dal giorno seguente praticamente qualsiasi esponente politico inizierà ad argomentare che la spesa che lui propone ha degli effetti moltiplicatori sulla crescita (ma quando mai!) che faranno sì che a questa iniziale spesa corrisponderanno maggiori entrate fiscali nel futuro.

Qualcuno potrà obiettare che qualche misura che è solita essere effettuata dallo Stato e non dai privati ha veramente questi effetti per il bilancio come le spese per le infrastrutture, ed ha ragione; ma non vedo perché queste spese non debbano essere considerate nel disavanzo pubblico. In un paese di 60 milioni di abitanti gli investimenti avvengono tutti gli anni, non ci sono anni e non ci saranno mai anni in cui lo Stato non investirà i soldi dei contribuenti in opere, strade o altro. Perciò non vedo quale sia la ragione di questa proposta se non quella di poter aumentare le spese correnti fino a che siano eguali alle entrate, e lasciare poi esplodere il deficit che sarà uguale all’ammontare degli investimenti per ammantare l’opinione pubblica su quanto sia buona l’opera e la spesa del governo e accusare chiunque voglia meno deficit di bloccare gli investimenti in Italia (UE ad esempio).

La seconda proposta è quella di considerare quando si parla di rapporto debito pubblico/PIL dei diversi paesi anche il risparmio dei privati cittadini. Non ho capito come si possa configurare una proposta del genere, ma la ragione di ciò è una: gli italiani sono “migliori” risparmiatori rispetto agli altri paesi. E se considerassimo il risparmio privato (enormemente più alto del debito pubblico, solo la ricchezza finanziaria è oltre i 4000 miliardi di €) insieme al debito pubblico questo ne risulterebbe così sminuito da non fare preoccupare più l’opinione pubblica che certo non vive di pane e economia tutti i giorni, ma deve preoccuparsi anche degli affari suoi.

Sarebbe una grandissima operazione di distrazione di massa, peccato che ne pagheremmo tutti le conseguenze. Un’operazione del genere avrebbe poi un altro effetto indesiderato di non poco conto. Passerebbe infatti il messaggio che i risparmi degli italiani siano o debbano essere a completa disposizione dello Stato per qualsiasi evenienza, e con una misura del genere di certo non tarderebbero ad arrivare le emergenze spread e debito pubblico. E certe emergenze comporterebbero, oltre ad un ansia e isteria costante, una maledettissima tassa patrimoniale o un vero e proprio esproprio dai conti correnti che diventerebbero di fatto pubblici in caso di necessità.

A sintesi delle conseguenze nefaste della seconda proposta, vi lascio una divertente ed estremamente vera immagine pubblicata dall’Individualista Feroce.

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