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Similitudini fra l’Europa Unita e l’Unità d’Italia

In Geopolitica

Non sono impazzito, dico davvero. Vi sono assonanze tra i due fenomeni unificatori.

L’Unità d’Italia nel XIX secolo ha dovuto legare realtà che fino a un giorno prima erano distanti anni luce. L’unione tra il sud, Roma ed il nord è stata perlopiù una convenzione politica, come sappiamo, parafrasando Massimo D’Azeglio, gli italiani dopo aver fatto l’Italia non sono mai stati fatti, se ne notano ancora oggi le grandi differenze.

Ora facciamo uno zoom out sul vecchio continente e prendiamo la Danimarca e l’Italia. I due stati fanno parte dell’Unione Europea, come il regno delle due sicilie fu incluso nel regno d’Italia.

Siete mai stati in Danimarca? I danesi quando vanno a mangiare al ristorante, lasciano le culle con i neonati fuori dal locale per evitare sbalzi di temperatura e non avere scocciature, da noi assistiamo a bamboccioni di 47 anni che ancora prendono la paghetta dal padre pensionato col sistema retributivo. Non voglio aprire una discussione sul rapporto genitori figli in Italia, volevo solo sottolineare che Danimarca e Italia stanno sotto lo stesso cappello della UE, ma uguali non sono, come non lo era (e non lo è) Catania con Bergamo.

Adesso spostiamo il focus sul campo economico, ha mai l’Italia attuato misure di vero contenimento della spesa pubblica e riduzione del debito? A parte la sciagurata (ma nemmeno così diabolica) legge Fornero, NO!

Perché? Semplicissimo, perché l’UE al contrario di ciò che si dice in giro, è meno stringente sui conti di quanto sembri agli osservatori superficiali. L’Unione è corsa, corre e correrà sempre in soccorso dei paesi meno diligenti nella spesa, semplicemente perché è ormai inamovibile il concetto dell’irreversibilità del processo di unità europea.

Nessuno farà innescare il meccanismo per il quale l’Italia, non stando ai parametri imposti e sottolineati con “le letterine d’amore” europee, esca dall’ambaradam. L’uscita dall’euro in realtà metterebbe il paese difronte a una responsabilità unicamente personale di avere i conti in ordine, pena essere dilaniato dai mercati.

Non è simile alla situazione interna italiana? La dinamica è identica. La gestione di un ospedale a Verona non è la stessa che di uno di Caserta. Non sto demonizzando il sud, sto solo dicendo che, dopo più di 150 anni, lo stato centrale non è riuscito ad esercitare alcuna forma di moralizzazione sulle gestioni degli enti locali del sud Italia o romani per il solo fatto che vi sarà sempre un pezzetto da cui attingere fondi per riparare ciò che non è ben gestito.

L’opinione pubblica è stata spinta a credere che lo spread è manipolato da fantomatiche elite politiche e speculatori non ben identificati, che le diminuzioni del debito siano vincoli imposti da entità esterne che guadagnerebbero da questo, ponendo il vento in poppa a partiti sovranisti che fanno della stampa monetaria la panacea a tutti i mali. E pazienza se un kg di pane costerebbe 2 mln come in Venezuela.

La Thatcher diceva che il socialismo smette di funzionare quando finiscono i soldi degli altri, la dinamica europea è solo un ulteriore pozzo di patrizio da cui poter attingere per il socialismo italico, di fatto è proprio il contrario di quello che si pensi.

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