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Meno ghigliottine: la libertà di Alessandra

In Attualità

Fare della libertà la propria musa ispiratrice è impresa per molti, ma non per tutti. Farlo in tempi di moralismi isterici e ghigliottine pubbliche come quelli attuali, rende il tutto ancor più eroico. Alessandra ha questo spunto, ha il piglio giusto, ha l’occhio sottile e il sorriso beffardo adatto. Alessandra è una libertina coi contro fiocchi perché ha l’entusiasmo di chi capisce che quella materia chiamata libertà è alla portata di ognuno di noi e chiunque può farla propria. Non è un’economista che io sappia, ma sa far godere la mente di tutti noi e lasciar friggere nel cupo moralismo tutti gli altri appartenenti all’altro mondo. 

Alessandra Cantini già diede il meglio di sé intervistata alla Zanzara, quando le diede di santa ragione ad Asia Argento e alla congrega di sgallettate che, pigolando amenità, si muovevano con agilità nello spazio ristretto del giustizialismo maschicida. Le disse, senza tanti giri di parole, che solo una doppia troia può in un primo momento concedere le sue grazie ad un potente e poi, successivamente, sputtanarlo ergendosi a paladina delle povere indifese alla mercè del maschio predatore.

Ma avete la più pallida idea di cosa significhi gettarsi nella mischia a capofitto in un paese malato di femminismo violento com’è il nostro, con le Boldrini e le Luxuria e le Argento che imbastiscono i tribunali del popolo dalla sodale Bianca Berlinguer fucilando gli eretici? Ci voglio palle quadrate e idee ben precise. È necessario un amore folle per la libertà dei sensi. È necessario un attaccamento viscerale alla possibilità di scegliere liberamente la strada da imboccare senza far finire, o finire personalmente, nel tritacarne chi, rispettando la tua scelta, godette assieme a te.

È un mondo parallelo a quello d’oggi, quello di Weinstein massacrato, di Berlusconi origliato e pedinato per scrivere un romanzo origliatorio d’appendice, degli Stati Uniti in cui in nessun ascensore un uomo rimarrà più solo con una donna e della Svezia in cui già circolano i contratti da compilare per poter scopare senza subire poi ritorsioni e ricatti. Un mondo malato, è questo. Un mondo in cui l’indignazione fa da padrona e vince chi sbandiera con più forza il proprio vessillo d’accusa. Roba che in momenti di calma e lucidità verrebbe inserita tra le follie dei pochi, ma oggi finisce sulle prime pagine in barba a qualunque garantismo liberale che in Occidente dovrebbe valere per chiunque. 

Alessandra è cinica quel tanto che basta per essere disincantata e disillusa, ovvero realista. Maneggia la realtà con grazia perché ha le mani piccole, e la sbatte in faccia a quegli imbonitori da quattro soldi che rimangono scioccati nel vedere una donna così giovane non allineata col mainstream globale. Sapete che aiuta gli uomini? In vari modi. Pubblicando foto in cui espone il proprio corpo in modo sublime e grazioso, e fornendo una certa forma di consulenza per tutti i disgraziati finiti tra le grinfie della femminista incazzata o della moglie rancorosa.

Difatti racconta sempre che a Montecarlo dove vive lei le donne sono felici e non rompono le palle: le vedi su una supercar al fianco di un milionario e lì stanno. E sono tutto tranne che manichini; sono tutto tranne che mantenute, perché in realtà sono la prova vivente che la possibilità di autodeterminarsi passa anche da lì, dalla libertà di accompagnare un uomo potente e limitarsi a lavorare per il suo appagamento senza che un plotone d’esecuzione imbracci i fucili.

Lo spillone del moralismo femminista infilza più o meno tutti. Pensate che degli idioti vanno dicendo che anche uno sguardo è una molestia, e se osi rifiutarti di marciare nella loro direzione significa che spalleggi il torbido mondo della violenza di genere. Ad Alessandra piace piacere e adora essere desiderata: chissà come deve vivere questa immane quantità di violenza. A me pare sorridente e serena, col bicchiere pieno e la sigaretta in bocca, senza chili di troppo e libera di dire che il modello curvy fa cagare per delle inopinabili ragioni. E se qualche cicciottella dovesse prendersela accusandola della solita noiosa violenza verbale, una buona pacca sulla spalla sarà la miglior risposta di Alessandra. 

Basta politicamente corretto e basta lingue di legno. Basta con la censura stupida dei pensieri difformi. Siamo tutti puttane, come urlò Giuliano Ferrara qualche anno in piazza. Oggi siamo tutti Alessandra, uno speciale esemplare di femmina libera e selvaggia nei suoi pensieri. Facci sognare.

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