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La concorrenza secondo Netflix

In Attualità, Società

Si è parlato tanto dello slogan, piuttosto ambiguo, dell’azienda Americana leader del settore Video On Demand Streaming, conosciuta con il nome di Netflix, esposta nelle principali città italiane. Parlo dello slogan “BASTA NETFLIX”. Slogan particolare in un paese come quello italiano, famoso per le manifestazioni anti-concorrenza. Siamo stati abituati, recentemente, a vedere delle proteste – dei veri e propri piagnistei – , per l’approdo in Italia di aziende come FlixBus, Uber, Starbucks e Domino’s Pizza.

Il mondo Streaming ha rivoluzionato la vita degli italiani, abituati al piccolo e al grande schermo, come la televisione e il cinema, abituati alle regole predefinite dai produttori televisivi e cinematografici. Prima dello streaming, noi spettatori eravamo semplicemente degli utenti e, dietro le quinte, i produttori cercavano di capire quali potessero essere i programmi/film/telefilm giusti per attrarre e intrattenere il pubblico.

Con lo Streaming non è più così, perché lo spettatore sceglie quando, dove e che cosa vedere, sia se riguarda un film e sia se riguarda una Serie TV. Ora siamo più liberi di scegliere, mettendo in difficoltà i canali tradizionali di intrattenimento. Il cinema è in declino, la televisione non ha più l’audience di un tempo, le piattaforme satellitari “reggono” grazie al calcio.

In Italia, quando il business non va bene, si tende a dare le colpe alle regole sleali della concorrenza. In tanti, odiano il libero mercato e la libera concorrenza, proprio perché tendiamo a confondere l’innovazione con la slealtà. Quindi il vecchio bar, il classico rigido tassista, l’arrugginita pizzeria, le aziende di trasporto trentennali si lamentano perché queste aziende sono innovative ed, essendo più grossi di struttura, possono applicare con maggiore flessibilità prezzi diversi.
Giusto per riportare qualche frase:

“eh ma chissà come fanno i panini quelli di McDonalds…”
“eh ma il caffè di Starbucks non è quello italiano…”
“eh ma i pullman di FlixBus non sono comodi…”
“eh ma quelli di UBER non hanno la licenza…”

Ma torniamo a Netflix. Perché si tratta di un’iniziativa da considerare come una lezione per tutti? Perché il messaggio che viene trasmesso, attraverso questo slogan, è il seguente: “noi siamo una scelta, no l’unica scelta”. Io vivo a Torino e nella città sono stati apposti dei cartelloni pubblicitari targati NetFlix, in cui la stessa azienda americana invita i cittadini a partecipare al TFF, Torino Film Festival, storico evento torinese previsto per il prossimo 23 novembre.

Il messaggio di NetFlix è che la concorrenza non è un’azienda X che batte l’azienda Y dello stesso settore, vendendo di più. La vera concorrenza è quando un’azienda riesce a differenziarsi attraverso l’unicità. L’obiettivo di Netflix non è primeggiare, non vuole la chiusura di Sky, di Mediaset o del cinema. L’obiettivo di Netflix è far capire che la vita è multicolore. Perché non posso guardare una Serie TV su Netflix verso le 18, per poi guardare successivamente su SKY la partita di Champions League?

Sembra una questione banale, ma non per tutti. Racconto un aneddoto. Orario 21, ero a Torino, dovevo raggiungere un comune di provincia, ma essendo un giorno festivo, l’ultima corsa era prevista per le 19.45. L’unico modo per raggiungere la destinazione era avvicinarmi all’aeroporto di Torino-Caselle, per poi prendere un taxi. Salito nel taxi, esordisco dicendo “meno male che a quest’ora ci sono ancora i taxi, altrimenti addio destinazione”. La risposta mi gelò il sangue. Infatti, il tassista disse “dovrebbero eliminare i pullman urbani, così inizieremmo a lavorare meglio”.

In Italia, la concorrenza non viene mai vista in modo positivo. Non esagero quando dico che noto una certa presunzione da parte di qualche attore economico. Se ci pensiamo, alcuni politici, di ieri e di oggi, pensano seriamente che la concorrenza sia negativa per la nazione. In particolare, sostengono che tutti devono poter guadagnare senza troppi problemi. Peccato però che tutelare troppo il produttore, penalizza il consumatore. La concorrenza, cioè almeno due aziende che competono sullo stesso territorio, equilibra il rapporto consumatore-produttore.

Lo slogan di Netflix è la dimostrazione che la concorrenza può essere anche positiva. Non è detto che se ho Netflix, non possa avere Sky o qualche altra azienda. Concorrenza non vuol dire solo scegliere tra due aziende, ma anche riconoscere le caratteristiche che contraddistinguono l’una dall’altra.

Perché due ristoranti, posti uno accanto all’altro, dovrebbero boicottarsi a vicenda? Magari ciascuno ha una caratteristica differente, che mette in condizione il consumatore/cliente di scegliere un giorno il primo e un altro il secondo. La competizione migliora tutti, sprona a cercare il salto di qualità. Senza concorrenza, regnerebbe la mediocrità.

Questo è il bello del libero mercato.

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