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La chiamavano Flat Tax, ma non lo è: la PorcaTax di Siri

In Attualità, Economia, Politica

Armando Siri, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture, ha proposto una “Flat Tax” per le partite IVA e le imprese individuali. Questa proposta, che è in continuo cambiamento e anche difficile da seguire, viene continuamente discussa e perciò vi riporto quali sarebbero i suoi punti fondanti dalla versione che lo stesso Siri ha espresso venerdì 21 settembre a Sky Economia.

  • Ci saranno 2 aliquote, una del 15% e l’altra del 20%, che si applicherà sopra i 80000€.
  • Queste aliquote non si applicheranno sui redditi, bensì sui ricavi.
  • I soggetti a questa imposta non dovranno versare IRAP, IVA e aliquote locali sui redditi.

Come tempo fa ho espresso il mio gradimento per un sistema fiscale ad aliquota unica (https://www.individualistaferoce.it/2018/04/03/laliquota-unica-sul-reddito-la-progressivita/), oggi esprimo il mio totale dissenso a questa proposta.

Per prima cosa partiamo dalla cosa che ritengo più assurda, una aliquota sui ricavi e non sui redditi. Uno dei principi sacrosanti della imposizione fiscale è che sia correlata alla capacità contributiva dei soggetti tassati, leggasi il reddito. Che un soggetto sia riuscito a ricavare/fatturare 100000€ non significa affatto che da quel ricavo ci abbia guadagnato anche solo un 1€.

Paradossalmente potrebbe aver sopportato costi anche molto superiori ai ricavi e essere poi costretto a pagare delle tasse. Quelli che “vogliono abbassare le tasse perché sono così alte che la gente non riesce a pagarle” vanno invece nella direzione di creare tassazioni a molti soggetti che si ritroveranno incapaci di pagare le tasse. Il fatto che si tassino i ricavi e non il reddito spingerà anche l’evasione fiscale.

Le imprese rendicontano gli acquisti presso altre imprese (che su questi ci pagheranno le imposte) e assumono regolarmente anche perché possono dedurre questi costi al momento del calcolo degli utili. Se questa motivazione evapora, ci sarà un’ulteriore spinta al nero. Tutto il contrario de “La Flat Tax farà emergere tantissimo sommerso perché pagare le tasse sarà conveniente”.

Il secondo punto è la doppia aliquota. Per le imprese la Flat Tax esiste già, è al 24% e sugli utili/profitti (il “reddito” della società). Il motivo della sua “piattezza” è che una tassazione a più aliquote spingerebbe le aziende a dividersi per restare sempre nei primi scaglioni (ciò che continua ad accadere nel mondo delle persone fisiche), perciò al nanismo delle imprese o a continue elusioni fiscali per spostare gli utili. L’uomo simbolo della Flat Tax la sta cancellando dove già c’era e creerà i problemi appena elencati.

La Flat Tax era stata spinta in campagna elettorale anche per equiparare la tassazione fra persone fisiche e persone giuridiche (le imprese). Con questa cosa immonda si creerà una altra differenza fra lavoratori dipendenti e imprese/lavoratori autonomi. Ovviamente, questo regime spingerà anche le imprese e i lavoratori a creare una marea di partite IVA per risparmiare imposizione fiscale senza aggiungere nulla alla loro produttività o al sistema economico in genere, e questi soldi dovranno essere trovati da altre parti (controllatevi le tasche).

Il fatto che poi queste imprese saranno esentate da una marea di tasse, dà loro un ingiusto vantaggio competitivo rispetto le altre che dovranno continuare a pagarle. Soprattutto per quanto riguarda l’IVA la competizione è palesemente impari fra chi deve versarla e richiederla ai consumatori e chi no.

L’ultimo punto riguarda l’esenzione dalle tasse locali. A proporla è quello che fu il partito/movimento federalista settentrionale, “le tasse rimangano agli enti locali” ecc. Con questo progetto, toglieranno gettito a tutti gli enti locali bypassandoli completamente. Dove troveranno gli enti locali il gettito che verrà loro a mancare? Immagino che sappiate già la risposta.

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