Racconto (semi)serio sull’Era Digitale targata 5 stelle: benvenuti nel 2035

In Attualità, Sociologia

Anno 2035 dell’Era Digitale.  

Dopo le europee del 2019, Rousseau ha preso il sopravvento come infatti temevamo, e le macchine, controllate dal web, hanno sostanzialmente sottomesso la popolazione italiana. Vorrebbero affacciarsi oltre confine, ma le frontiere sono state ermeticamente chiuse e dalla Francia, dalla Svizzera, dall’Austria sparano a vista d’occhio. Quelli che fra noi erano i più  conservatori dell’estrema destra liberale, volevano le frontiere chiuse per difenderci dall’invasione islamica che aveva già sottomesso molte periferie di eminenti capitali europee. Adesso non sapremmo chi preferire. 

Casalino, Di Maio e Fico sono le macchine supreme che comandano e gestiscono. Insomma, anche in tempi non sospetti qualcuno aveva ipotizzato che avessero delle lamiere al posto del cervello, adesso è divenuto una certezza. Di Battista pare lo abbiano fermato in Cina durante uno dei suoi viaggi istruttivi nei paradisi della Terra: il regime comunista che rende i consumatori liberi dall’ansia di consumare. Non abbiamo sue notizie da svariati anni, ma l’ipotesi che anche lui avesse della ferraglia dentro la zucca si è concretizzata in molti ambienti della resistenza libertaria. 

Non lavoriamo più da un bel pezzo. Io, che amavo il giornalismo e mi divertivo a prendere per il culo quei pagliacci scrivendo sull’Individualista, sono costretto ad esprimere le mie idee clandestinamente assieme ai pochi rimasti. Mi barcameno tra una proposta di lavoro – che non arriva mai – e l’altra. Campo lavorando al nero e percependo il reddito di cittadinanza. Ma non avete idea dello stato di schiavitù in cui siamo piombati.

L’animo umano, corruttibile per definizione, è stato plagiato dall’idea di cazzeggio ad perpetuam affiancato da qualche lavoretto al nero. Molti, troppi si sono lasciati andare e hanno abbandonato qualsiasi ricerca della felicità. Nessuno, praticamente, accetta le tre proposte di lavoro che Rousseau ci recapita: sono macchine, sono sistemi informatici, e per definizione sono imperfetti. Ben più di quanto lo sia l’essere umano, quindi li freghiamo costantemente. Anche perché i centri per l’impiego si sono rivelati catapecchie infestate da dipendenti pubblici ancor più fancazzisti del solito, data l’aria di fancazzismo generale generata dai redditi e dalle pensioni sparse a pioggia su chiunque. 

Le aziende chiudono perché nessuno ha lo sbattito di lavorarci. Ciò che rendeva grande l’Italia, cioè quella spina dorsale di aziende micro-piccole famose in tutto il mondo, si è trasformato in un inferno di vecchi ricordi e glorie passate. Oggi, con la dittatura del web, con l’ex Gf Casalino al massimo delle forze, l’Italia si è trasformata in una landa deserta e desolata in cui neanche la luce del sole arriva più: questi geni temevano fosse un complotto per far vendere creme solari alle megamultinazionali, quindi hanno coperto il cielo con l’aria fritta in uscita dalle loro orecchie. Cazzo, siamo bianchi come il latte e depressi come non mai. 

Belli i tempi delle fumate e delle bevute pesanti al venerdì sera, tra gonne svolazzanti e gambe lunghe metri infiniti. Belli i tempi di Mediaworld. Belli i tempi del bunga-bunga. Belli i tempi in cui si viveva. Belli anche i tempi in cui eravamo liberi di vivere come meglio ci pareva. Adesso la polizia morale, composta da dei figli di puttana che hanno venduto l’anima a Rousseau per avere una Marlboro a settimana, controlla sul web che nessuno effettui acquisti immorali.

Come diavolo si possa definire l’immoralità di un acquisto, neanche loro lo sanno, difatti hanno sbracato completamente vietando una miriade di comportamenti che un tempo rendevano la vita più vivibile. Non esistono definizioni, non esistono limiti alla loro ingordigia, non esistono limiti a Casalino. Di Maio sorride gaudioso in giacca e cravatta. A breve, pare non si potrà più comprarsi i gemelli per la camicia: è immorale essere eleganti e spender i propri soldi in libertà, perché v’è qualcuno che non può farlo.

Io, in effetti, sono il più immorale di tutti: sto dicendo cose intelligenti mentre è pieno di coglioni incapaci di fare lo stesso. Effettivamente dovrei astenermi. Ma chissenefrega. La mia è una resistenza laica e apartitica: io voglio la libertà, e voglio mandare affanculo Casalino e le sue manie di grandezza che stanno rendendo questo popolo infinitamente piccolo. 

La decrescita felice (felice un cazzo!) è arrivata: per i motivi sopra esposti, stiamo tornando alla comunicazione tramite piccioni viaggiatori, sin quando non verrà decretato che anch’essa è una spesa immorale perché da tuo cugino a Catanzaro, tu che vivi a Bergamo Alta, puoi andarci benissimo a piedi. Il dubbio che sopraggiunge è che questi energumeni stiano lavorando all’estinzione di un intero popolo: chi la vuol vivere una vita così? Io no, molto altri neanche.

Un uomo libero, difatti, puoi solo ucciderlo. O indurlo a suicidarsi, come stan facendo loro. Il dramma è che anche il suicidio assistito è considerato una spesa immorale, perché c’è chi è morto e non ha mai potuto goderne. Fine ragionamento, eh? Il Movimento 5 pippe, così viene chiamato negli ambienti avversi, ha decretato che anche quelle saranno vietate: PornHub è immorale perché oggettivizza le donne. L’unico felice sembra essere Mario Adinolfi. Ma chi ha mai chiesto di esser fatto santo?!

In definitiva, e con questo chiudo, siamo nella merda fino al collo. 

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