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Il premio? Ti assicuro che è equo

In Attualità, Economia, Politica, Società

Una delle ultime proposte del doppio Ministro Di Maio è quella di introdurre un premio assicurativo “equo”, cioè uguale per tutta Italia. Innanzittutto ricorderei al vicepremier che equo e uguale non significano la stessa cosa, ma perderei solo tempo. Andiamo perciò ad analizzare perchè questo provvedimento, in caso fosse attuato, sarebbe molto dannoso per tutti.

Nel nostro sistema legislativo, è obbligatorio che le automobili siano assicurate affinchè i danni prodotti da esse possano essere sempre coperti, cosa che non potrebbe accadere se una persona “povera” creasse gravi danni in termini economici. Il costo del premio assicurativo dipende dal rischio che il cliente ha di creare danni o di subirne, questo rischio dipende a sua volta da altri fattori: capacità di guida del cliente, pericolosità del suo stile di guida, tasso di criminalità e di incidenti dove risiede, velocità della giustizia (molto importante)… e anche da quante altre auto sono assicurate, cosicchè ci si possa rivalere sulle loro assicurazioni.

Come in ogni transazione economica, le due parti la compiono solo se è conveniente ( e se se la possono permettere). Per le assicurazioni il premio deve essere maggiore del rischio calcolato (il costo del servizio); per i consumatori vige l’obbligo e sanzioni in caso di violazione di esso, oltre alla convenienza di essere tutelati in caso di incidente.

Dato che il rischio fra consumatori può variare molto, questo viene col tempo sempre meglio calcolato dalle compagnie per accaparrarsi più clienti al prezzo personalizzato sempre più basso. Il prezzo scende grazie sia alle tecnologie, sia grazie alla concorrenza elevata di questo settore. La discriminazione di prezzo permette ai più meritevoli e alle zone con una migliore sicurezza, un’elevata copertura assicurativa e una giustizia migliore di pagare di meno per assicurarsi. Per i più rischiosi e per le zone più pericolose, la discriminazione permette i prezzi elevati e alle compagnie assicurative di offrire un servizio, che senza guadagnarci ovviamente smetterebbero di offrire.

Perciò, cosa accadrebbe verosimilmente con un prezzo unico in tutta Italia (ipotizzando che verrà fatto comunque in base alle fasce assicurative della singola persona)? 2 ipotesi, che potrebbero semplicemente susseguirsi nel tempo.

1) Le zone più sicure vedrebbero un’impennata dei prezzi fino al livello necessario a coprire i costi della zona più pericolosa (superguadagni per le assicurazioni)

2) Le compagnie assicurative inizierebbero a dividersi per limitare la propria zona d’azione, evitando troppa disomogeneità di rischio per zona geografica (coprirebbero solo zone con simili caratteristiche di rischio), aumentando i costi produttivi. Questa segmentazione delle aziende si rifletterà anche in minore concorrenza perchè non sarà possibile per tutte operare su tutti i segmenti territoriali, e unito ai maggiori costi produttivi, si rifletterà in maggiori costi per i consumatori; tutto questo senza che sia migliorata la situazione praticamente per nessuno.

Dato che questa proposta è ridicola, e come dice Di Maio i costi in alcune zone sono troppo elevati, sarebbe il caso di migliorare la giustizia e i sistemi di prevenzione punendo chi non rispetta le regole facendo un servizio meritato agli onesti che potranno pagare di meno la propria assicurazione ed attirando più gente nella legalità, iniziando così un circolo virtuoso di legalità.

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