Modello Welfare: Occhio ai Neosocialisti!

In Società

L’attuale modello di welfare come viene considerato? Come viene concepito dagli addetti al lavoro? Come viene concepito dai cittadini? La Crisi Economica, la ricchezza sempre più nelle mani di pochi, l’assistenzialismo che vige in Italia da oltre 40 anni, i vitalizi della politica. Questi sono quattro motivi, ma potrebbero essercene altri, che hanno portato gran parte degli italiani a richiedere nuove forme di assistenzialismo da parte dello Stato.

L’Italia è un paese particolare. Abbiamo i socialisti che vogliono un nuovo modello per l’Italia. Un modello che sia in grado di basarsi su una gestione razionale delle casse dello Stato; ci sono pochi soldi, ma bisogna gestirli per il bene comune; se tra due persone, una è in difficoltà, lo Stato la deve aiutare; se una persona non potrà mai essere in grado di produrre un reddito dignitoso, occorre sostenerla con un reddito a lungo termine, come il Reddito di Cittadinanza.

Ma perché siamo un paese particolare? Perché se i socialisti desiderano un nuovo modello per l’Italia, non sanno (o fanno finta di non saperlo) che l’Italia ha già un modello di Welfare tutto suo.

Ebbene sì, se la Svezia ha un suo modello di welfare, se la Germania ha un suo modello di welfare, se il Regno Unito ha un modello di welfare, anche l’Italia ha il suo autentico modello di welfare. Purtroppo, non è un modello di cui andare fieri.

Del modello italiano, ne parlai già tempo fa in un altro articolo. Se lo avete già letto, sarete d’accordo quando dico che il modello italiano si basa su di un pessimismo cronico nei confronti della società. L’idea di base è che se uno nasce povero, non sarà mai grado di cambiare la propria situazione sociale. Per chi ci riuscirà, invece, sarà solo una questione di fortuna o casualità. Pertanto, occorre uno Stato che si occupi di chi non ci riesce. Vorrei ricordare a tutti che l’Italia è uno dei pochi paesi che assumeva dipendenti pubblici soltanto per salvare le persone dalla disoccupazione.

Questo modello di welfare italiano è riuscito a regalarci un livello esagerato di spesa pubblica, un livello esagerato di debito pubblico, un livello esagerato di pressione fiscale. Ma se pensavamo di poterci liberare di questo dannato sistema statalista italiano, ecco che arrivano delle spinte politiche importanti che desiderano il rafforzamento di questo sistema.

In realtà, questo modello di welfare italiano non è universalmente riconosciuto dagli addetti ai lavori. Solo pochi studiosi o accademici vedono l’Italia come un modello, negativo o positivo che sia. Quando dico che esistono persone che vogliono rafforzare questo modello intendo dire che queste persone vogliono un sistema di assistenzialismo forte e unitario.

Se nel passato il modello italiano è nato spontaneamente o dalla cultura di governo degli anni sessanta, oggi esistono delle forze politiche che vogliono legittimare questo sistema. Io preferirei chiamarli “Neo-Socialisti”.

I Neo-Socialisti vogliono una società basata su un assistenzialismo razionale e pessimista.

Perché razionale? Perché si parte dal presupposto che i soldi che incassa lo Stato sono abbastanza per redistribuire la ricchezza, ma questi soldi vengono sprecati in vitalizi e maxi-stipendi per politici, ex politici, manager di aziende pubbliche.

Perché pessimista? Perché si parte dal presupposto che la povertà in Italia, specie in alcune zone, può essere combattuta soltanto con lo Stato che si impegna in prima persona per la salvaguardia del cittadino. Pertanto, occorre offrire al cittadino povero un reddito a lungo termine, una sanità pubblica più forte e tanti tanti benefici sui beni di prima necessità.

Queste idee si stanno diffondendo sempre più in Italia. Tutto ciò è molto preoccupante, se consideriamo che porterebbe al degrado italiano. Chi pensa che l’Italia abbia già il toccato il fondo, si sbaglia e di grosso pure.

Basterebbe osservare le condizioni attuali del Venezuela. Il vero problema è che per queste persone tale nazione è un vero e proprio modello positivo. Inquientante, direi.

Pretendere di garantire un reddito a tutti i poveri, pretendere di rafforzare una sanità pubblica per tutti, pretendere di far lavorare meno tutti, soltanto togliendo qualche maxistipendio, qualche spreco o qualche vitalizio, direi che è un vero problema per i contribuenti di oggi e di domani. Se continuiamo così, credo che molto probabilmente saremo ancora più poveri di oggi e chi oggi ha un reddito più alto della media sarà sempre più sommerso dalle tasse.

Il mio è pessimismo? Quando ci sono dei socialisti intorno sono sempre pessimista.

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