La flat tax è liberista?

In Attualità, Economia

La flat tax è quel sistema fiscale dove non esiste progressività: tutti pagano la stessa aliquota. Non, come afferma qualcuno, dove i ricchi pagano come i poveri: Ad essere la stessa è l’aliquota, ma il 20% di 10000 è ben diverso da quello di 1 milione.

Spesso la flat tax viene citata come bandiera del liberismo, condizione necessaria o addirittura sufficiente perché uno Stato o un Partito sia liberista. Ma è davvero così?

No.

Infatti, come per tante cose, può esistere una flat tax liberista come una flat tax socialista e può, parimenti, esistere un sistema liberista con imposta progressiva.

Di tale avviso era, ad esempio, Luigi Einaudi, che riteneva che una lieve progressività fosse addirittura vantaggiosa per i più ricchi se ad essa fosse corrisposta un’amministrazione pubblica efficiente.

Ovviamente il fine ultimo del liberismo dovrebbe essere, nel nome dell’uguaglianza davanti alla legge, quello di una flat tax, ma è in linea di massima prioritario un taglio della spesa pubblica e di tutte le tasse, anche mantenendo una certa progressività.

Anche il socialismo parla di uguaglianza, ed è chiara una cosa: Nella loro società ideale, senza diseguaglianze economiche, a cosa servirebbe un sistema progressivo d’imposta? L’imposta progressiva è solo un modo di “calmierare”, a loro modo, il capitalismo, ma nel momento in cui il capitalismo non esiste più e grazie alla Savia Mano dello Stato guadagniamo tutti più o meno uguale le tasse dirette potrebbero anche essere abolite.

Così ha fatto la Repubblica Democratica Popolare di Corea, alias Corea del Nord, nel 1974: Retaggio del capitalismo. Le tasse sono tutte indirette, ora.

Altri Stati non propriamente liberisti che hanno adottato la flat tax sono la Bolivia di Evo Morales, la Bielorussia di Lukashenko e la Transnistria, l’ultimo baluardo di URSS ancora in piedi e in Turkmenistan, Stato fortemente centralizzato economicamente.

Invece, tra i dieci Stati più liberi economicamente nessuno ha la flat tax. Il primo lo troviamo al quindicesimo posto ed è l’Estonia e molti altri Stati ex comunisti l’hanno scelta, in alcuni casi per poi rimodularla.

Ciò non significa che non si debba cercare di arrivare alla flat tax, sia chiaro.

Semplicemente è utile smettere di identificare il liberismo solo ed esclusivamente con la flat tax, dato che esistono varie implementazioni collettiviste e socialiste di essa, esattamente come per tanti altri capisaldi del liberismo che sono applicati da altre idee politiche in modi che per un liberista sono inaccettabili, si pensi  all’istruzione: Liberisti e collettivisti pensano sia doveroso fornirla, i liberisti coi voucher, i collettivisti con un elefantiaco apparato pubblico.

Il voler attuare la flat tax è condizione necessaria, ma non sufficiente, per parlare di liberismo.

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