Proposta per il “vero Made in Italy”

In Attualità, Economia, Politica

Per la gioia di tutti voi lettori, finalmente è arrivata alla Camera dei Deputati una legge per la salvaguardia del Made in Italy.

L’arte, la cucina, i prodotti di altà qualità…? Ma che avete capito. Sto parlando di ben altro.

Il testo della proposta di legge che potete reperire al link (http://documenti.camera.it/leg18/pdl/pdf/leg.18.pdl.camera.1631.18PDL0049560.pdf) nasce con l’intento di proteggere i livelli occupazionali dei principali stabilimenti produttivi nelle città legate ad un marchio storico.

La proposta è un chiarissimo esempio di propaganda all’italiana che non tiene conto dell’esistenza di quella cosa chiamata realtà. Cosa prevede in sintesi questa proposta?

1) Creazione di un Comitato per il controllo sui marchi storici di alto valore territoriale, che si occuperà tra le altre cose di controllare i livelli occupazionali degli stabilimenti principali situati nelle città legate al marchio.

2) Istituzione dell’elenco dei marchi storici, ergo registrati da più di 50 anni specificatamente legati ad un sito produttivo.

3) Perdita da parte del titolare dei diritti sul marchio storico in caso di cessazione della produzione nel territorio del comune legato al marchio.

4) E’ consentita l’apertura di nuovi stabilimenti, purchè non si determini la riduzione della produzione dello stabilimento principale.

Questa proposta “che non vuole ledere il libero mercato”(cit.) non tiene conto che:

  • Ci vorranno anni solo per istituire Comitato, Elenco dei marchi e controlli
  • La norma, che vorrebbe colpire le multinazionali straniere, non fa nessuna distinzione tra azionariato/proprietari italiani e stranieri.
  • I Marchi e le aziende che vengono legati al territorio (più o meno) saranno meno libere economicamente e subiranno una immensa perdita di valore e di competitività,  perciò anche possibilità di investimenti e il rischio di chiusura/licenziamenti aumenterà.
  • Quando ed eventualmente verranno persi i diritti sul marchio (come si confisca un marchio?), questo perderà completamente di valore e ucciderà verosimilmente tutte le aziende collegate (soprattutto in Italia, dato che il marchio è italiano)
  • Stabilire la causalità tra l’apertura di nuovi stabilimenti e diminuzione di produzione nello stabilimento principale non è così semplice ( e tra l’altro non prevede sanzioni anche se è vietato)
  • Questa legge, quando e se applicata, subirà ricorsi anche in sede europea e non vedo come possa non essere considerata una legge che limita la libertà economica e la concorrenza e perciò venire annullata/cancellata/modificata dando ragione ai facenti ricorso.

Come vedete questa è una proposta in difesa a tipici prodotti italiani: enti inutili a carico del contribuente, leggi inutili se non ad aumentare la burocrazia e le cause in tribunale, distruzione di valore e competitività delle aziende italiane, perseguimento di un obiettivo e raggiungimento dell’esatto contrario.

 

 

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