Interviste ad alcuni candidati alle Europee

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La libertà individuale passa anche per il voto? Noi dell’Individualista Feroce pensiamo di sì. Non siamo l’organo di stampa di nessun partito, ma questo non significa che non siamo interessati alle elezioni.
In vista delle prossime elezioni europee abbiamo voluto capire se esistono candidati liberali, qualunque sia il partito di provenienza. Ne abbiamo trovati alcuni, e abbiamo posto loro queste domande:

  • (presentazione) Perché Lei si ritiene liberale?
  • Molti liberali ritengono l’Europa un superstato eccessivamente regolatore/burocratico. Quale è la sua opinione al riguardo? Come cambiare questa situazione?
  • Come ritiene di poter aiutare la causa liberale in Europa?
  • Quale è la sua posizione, in breve, sulle liberalizzazioni? (in particolare droghe leggere, prostituzione, armi)
  • Qual è la sua opinione sul rapporto tra libertà di stampa e Fake News? (Cosa pensa dell’arresto di Julian Assange a Londra e della sua possibile estradizione negli Stati Uniti?)
  • E’ favorevole alla proposta di istituire una politica fiscale comune? Ritiene giusto che esista concorrenza fiscale tra gli Stati membri?

I candidati che ci hanno risposto sono i seguenti:

NOTA: le seguenti interviste non sono e non vogliono essere un consiglio di voto, bensì rappresentano un contatto fra il liberalismo e il mondo della politica. Alcuni, purtroppo non siamo riusciti a contattarli, altri non hanno avuto tempo per rispondere. Prima di votare, vi ricordiamo di informarvi quanto più possibile per trovare il candidato che maggiormente vi convince e vi rappresenta.

Benedetta Gaia Cosmi

Candidata di Forza Italia nella circoscrizione Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia).

Marco Marazzi

Candidato di + Europa nella circoscrizione Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia).

Gianna Gancia

Candidata della Lega nella circoscrizione Nord-Ovest (Piemonte, Valle d’Aosta, Liguria, Lombardia).

Silvja Manzi

Candidata di +Europa in tutte le circoscrizioni.

1. Lo sono per formazione e per convinzione. Da quando ragazzina leggevo, per esempio, Stuart Mill, e mi ritrovavo nel principio imprescindibile per cui la mia libertà è totale fino a che non viene meno quella altrui, che significa anche responsabilità, significa diritti ma anche doveri. Enzo Tortora diceva “Sono liberale perché ho studiato, sono radicale perché ho capito”. Ritengo che la democrazia liberale – con la laicità delle istituzioni – sia l’unica soluzione per garantire la pace e la libertà di scelta dei cittadini, dalle libertà individuali alla libertà d’impresa. Sono radicale perché siamo stati capaci di cambiare, in meglio, il nostro Paese, contribuendo ad aumentare gli spazi di libertà per i cittadini e la consapevolezza dell’esercizio dei diritti di ciascuno. Oggi penso sia fondamentale ridare centralità all’einaudiano “conoscere per deliberare”, perché l’informazione – e quindi la democrazia – è sotto attacco da parte di chi ritiene che nazionalismo e protezionismo debbano prevalere.

2. L’intera macchina burocratica europea ha meno dipendenti del Comune di Roma, per fare un esempio. Certo, in alcuni casi le regolamentazioni europee sono state eccessive e foriere di storture ma in larghissima parte le direttive europee hanno indirizzato gli Stati, l’Italia in particolare, nella direzione giusta. Si pensi all’ambiente e alla gestione dei rifiuti. Si pensi al carcere e ai diritti. I nostri passi avanti sono avvenuti per merito dell’Europa. Non vogliamo un grande Stato europeo statalista ma un’Europa federale liberale che parli con una sola voce in politica estera e sulla difesa, sull’immigrazione, sul welfare e l’ambiente, sul fisco e l’economia.

3. +Europa è l’unica forza politica liberale presente a queste elezioni, e facciamo riferimento alla famiglia europea dei liberal-democratici dell’ALDE. Avere parlamentari liberali in Europa significa dare forza alle politiche e alle scelte liberali in Europa e in Italia.

4. Ritengo che un mercato legalizzato sia sempre da preferire alle proibizioni, significa regolamentare ciò che il proibizionismo si illude di poter eliminare. Per questo noi siamo a favore della legalizzazione della prostituzione con paletti ben precisi che garantiscano introiti regolari allo Stato tramite la tassazione, tutela dei lavoratori del sesso, e facciano cessare lo sfruttamento vergognoso attuale. Chi si scaglia contro la legalizzazione della prostituzione, e non si rende conto che oggi di fatto è un mercato libero, è solo un ipocrita. Lo stesso vale per le droghe. La guerra proibizionista alla droga ha fallito. La droga corre libera, i consumi aumentano e la criminalità organizzata ringrazia. Inoltre, i Paesi dove si stanno portando avanti politiche di legalizzazione non hanno avuto conseguenze negative sulla società, tutt’altro. Il tabù su prostituzione e droga è moralistico, ecco perché è ancora molto forte; diceva Marco Pannella: “Se tu vuoi vietare l’esercizio di una facoltà umana praticata a livello di massa, tu fallirai e sarai costretto all’illusione autoritaria del potere che colpisce il ‘colpevole’ e lo colpisce a morte”.

La vendita delle armi è già libera e legale, semmai deve essere più efficacemente regolamentata e controllata per evitare un far west che sarebbe molto individualista ma anche molto feroce.

5. Di questo tema mi sono occupata da tempo, dato che in solitudine – come Radicali – abbiamo denunciato l’invasione della propaganda (essenzialmente russa) in ogni tornata elettorale in Europa e negli USA. Oggi non si tratta di restringere l’uso dei Social ma semmai di attrezzarci, come Unione Europea innanzitutto, con finanziamenti ingenti e strutture per contrastare chi attua un’azione letteralmente militare di disinformazione. Le cosiddette Fake-news sono l’arma per distruggere la fiducia dei cittadini europei nei confronti delle proprie Istituzioni così da poter indebolire l’Europa. Timidamente anche nella Commissione europea se ne stanno accorgendo ma è decisamente troppo tardi. L’informazione in Italia è oggi completamente drogata dalla occupazione dei partiti di Governo che fanno tutte le parti in commedia. Occorrerebbe una lotta comune che metta insieme tutti coloro che chiedono libertà di informazione e di accesso ai telegiornali della RAI. RAI che peraltro noi con un referendum (vinto!) abbiamo chiesto di privatizzare.

L’estradizione per Julian Assange rappresenta un rischio, il processo cui verrebbe sottoposto potrebbe essere viziato dalla particolarità del suo caso, e un pericolo visto che potrebbe rischiare addirittura la pena di morte.

6. Si tratta di un processo almeno di medio periodo. Ritengo che occorrano principi comuni europei anche in politica fiscale, che non significa necessariamente uguale fisco dappertutto. Oggi le differenze di costo della manodopera, di tassazione, di produttività, sono troppo elevate. Non per questo concordo con chi ritiene di vietare delocalizzazioni o iniziative di questo tipo. Il mercato deve fare il suo corso attivando tutti gli ammortizzatori sociali e la formazione per ridurre gli impatti, ma non credo nella completa deregolamentazione. Il mercato deve avere regole comuni e deve rispettarle.

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