E rimetti a noi i nostri debiti

In Attualità, Economia, Politica

Negli scorsi giorni il Parlamento ha approvato all’unanimità la mozione Baldelli, che impegna il governo a varare i cosiddetti Mini-BoT. Solo a votazione avvenuta i deputati delle forze di sinistra si sono resi conto del reale contenuto della mozione, e sui social si sono scatenate intanto proteste e bagarre. Ma cosa sono e come funzionano i Mini-BoT?

Ideati da Claudio Borghi, lo pseudo-economista di rifermento della Lega – e parte del contratto di governo Lega/M5S – i Mini-BoT sarebbero dei titoli di debito di piccolo taglio (da 5 a 500 euro) fisicamente stampati dallo Stato italiano. Essi verrebbero quindi utilizzati per saldare 70 miliardi di debito della pubblica amministrazione. Ma vorrei che fosse lo stesso Borghi a presentarveli con le sue parole:

“Si tratta di Titoli di Stato di piccolo taglio che, se emessi in sufficiente quantità, potrebbero diventare un sistema di pagamento alternativo rispetto a quello con le attuali banconote. Il vantaggio […] è che la loro creazione e diffusione sarebbe totalmente compito dello Stato senza dover quindi rischiare di essere bloccata dall’estero”.

Il debito pubblico come % del PIL, dagli anni ’50 ad oggi

È quindi chiaro l’obiettivo dei Mini-BoT: permettere allo Stato di stampare moneta aggirando le normative europee dei Trattati di Maastricht e di Lisbona (articolo 105A), che affidano alla Banca Centrale Europea l’esclusiva sull’emissione di nuova moneta.

Tuttavia, chi difende questo strumento finanziario sostiene che non si tratti di una nuova valuta parallela all’euro, ma solamente di un nuovo Titolo di Stato, non molto diverso dai BTP o dai normali BOT. Ma se analizziamo più a fondo le caratteristiche dei Mini-BoT ci accorgiamo di qualcosa che non torna.

Nel suo opuscolo informativo (che vi invito a leggere sul sito della Lega [1]) Borghi sostiene categoricamente che i mini-BoT non sarebbero una valuta parallela, ma dei normali Titoli di Stato.

D’altronde, potrebbe forse fare altrimenti? Tuttavia, è evidente che di moneta si tratti. Un titolo in carta, con un valore 1:1 in euro, senza interessi, senza scadenza, utilizzabile non solo per pagare le tasse, ma anche per acquisti di ogni giorno presso aziende pubbliche (ENI, Ferrovie dello Stato, ENEL, ecc…) e potenzialmente anche presso aziende private.

Rileggete l’ultimo paragrafo per realizzare che questi “Buoni del Tesoro” altro non sono che moneta, 70-100 miliardi di nuova moneta, che, sempre citando Borghi, dovranno rilanciare “…quella domanda interna che le politiche di austerità hanno distrutto”.

Il nostro eroe alla scoperta dei soldi del Monopoli

Tralasciando l’accenno alla fantomatica austerità che questo paese non ha mai visto, Borghi ignora che “rilanciare” la domanda interna immettendo una simile quantità di liquidità avrebbe un costo salato. Infatti all’aumentare della disponibilità di denaro per i consumatori crescono sì i consumi, ma crescono anche l’inflazione e il livello generale dei prezzi. E troppo spesso ci si dimentica che l’inflazione è il più grande nemico dei consumatori, giacché erode il loro potere d’acquisto. Inoltre essa si comporta a tutti gli effetti come un’odiosa tassa “silenziosa” sui risparmi e sui depositi, che vedono il loro valore diminuire nel tempo.

Ma la parte più preoccupante non è ancora arrivata. Borghi infatti sostiene che immettendo nell’economia tanti Mini-Bot da raggiungere lo stock di denaro cartaceo in euro circolante in Italia (circa 100 miliardi), se un domani il paese dovesse uscire dall’euro, basterà convertire da un giorno all’altro i Mini-BoT nella nuova Lira e l’Italia riacquisterebbe magicamente, e senza dolori, la sovranità monetaria.

Debito pubblico italiano in € (1995 – 2018)

Quest’idea, falsa e pericolosa, si basa sulla possibilità che il cambio 1:1 tra euro e Mini-BoT (la nuova Lira sostanzialmente) possa essere mantenuto nel corso del processo. Tuttavia, la nuova moneta è sempre più debole della vecchia, perché non è riconosciuta internazionalmente e non ha dimostrato affidabilità nel tempo. Di fronte alla prospettiva della svalutazione la fuga di capitali è una certezza che peggiorerebbe solo il già precario cambio con l’euro.

I Mini-Bot inoltre si svaluterebbero al momento dell’emissione anche qualora l’Italia non uscisse dall’euro. Essi infatti non sarebbero riconosciuti internazionalmente e non sarebbero utilizzabili per gran parte delle transazioni internazionali o elettroniche. Converrebbe quindi venderli ad un valore minore di quello effettivo in cambio di denaro liquido con più alto valore di mercato. Tutto questo ammesso che le imprese private accettino effettivamente pagamenti in forma di Mini-BoT. Se questo non accadesse il loro valore reale crollerebbe ulteriormente, rivelando la loro vera natura: carta straccia colorata.

Per concludere, la monetizzazione del debito è solo l’ennesima trovata di una classe politica scellerata e terroristica che, pur di continuare a spendere soldi che non ha, è disposta ad esporre a grandi rischi la popolazione del paese.

Fare inflazione nel vano tentativo di far ripartire un’economia ferma, senza voler affrontare i problemi strutturali che la affliggono, è una soluzione che finisce solo per danneggiare il cittadino. Perché come disse Peter Schiff:

“Stampare denaro è solo un’altra forma di tassazione. Invece di rubare denaro ai cittadini, si corrode il loro potere d’acquisto”.

[1] https://www.salvinipremier.it/t_minibot.asp?l2=1973

[2] https://www.ft.com/content/acd05bec-59a6-11e8-b8b2-d6ceb45fa9d0

[3] https://www.liberoquotidiano.it/news/economia/13468710/minibot-camera-approva-mozione-baldelli-uscita-euro-valuta-alternativa-claudio-borghi-padoan-pd.html

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