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L’origine del nome

Voi credete ch’io sia socialista?
Io sono sempre lo stesso; fra quella gente e me esiste una barriera.
Sono e rimango individualista a oltranza, individualista feroce.

Con queste parole Gabriele D’Annunzio risponde alle domande di un giornalista francese. Parole tutt’ora attualizzabili da un qualsiasi uomo d’intelletto che sappia coglierne il significato.

Tuttavia, questo pagina non è stata concepita con l’intento di parlare di Socialismo, il quale -talvolta- ha cullato l’Italia, mentre con il randello la percuoteva più e più volte.

Questa pagina è stata concepita con l’intento di chiamare a sè tutti coloro che vivono giorno per giorno con la volontà di mantenere la propria individualità, la propria personalità, fuori dalle regole e dagli schemi, la propria identità che mantiene un barriera di protezione fra sé e l’influenza del mondo esterno che la vuole soggiogare al pensiero unico.

Mi piacque di entrare iun istante nella fossa dei leoni, ma vi fui spinto da disgusto per gli altri partiti. Il socialismo in Italia è un’assurdità. Da noi non c’è alcuna possibilità politica che quella del distruggere. Tutto ciò che adesso esiste è nulla; è marciume; la morte che si oppone alla vita.

Con quest’altre parole si concludeva il discorso di Gabriele D’Annunzio al giornalista de Le Temps di Parigi, l’otto Maggio del 1900.

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